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Riccardo Schicchi uscito dal coma. Eva Henger: ora capire i danni

Sta uscendo lentamente dal coma Riccardo Schicchi, "talent scout" del mondo del porno e scopritore di Cicciolina, Moana Pozzi ed Eva Henger , che lo assiste in ospedale, e spiega: "Ora c'è da capire che danni hanno subito gli organi vitali e il cervello".

Riccardo Schicchi, "talent scout" del mondo del porno, si sta "risvegliando lentamente dal coma farmacologico" cui era stato sottoposto dopo una crisi provocata dal diabete, malattia di cui il produttore soffre da anni.
Ad assistero in ospedale, in particolare, l'ex moglie Eva Henger, ex pornostar, da cui ha avuto due figli (Mercedes e Riccardino) e da cui poi ha divorziato.
Riccardo Schicchi, che lanciò Ilona Staller (Cicciolina), Moana Pozzi, capolista del suo Partito dell'Amore (1990), e la stessa Eva Henger, è stato infatti trovato "per terra, in coma" circa una settimana fa, per complicanze dovute al diabete mellito (DM) di cui soffre da tanti anni.
Ricoverato immediatamente all'ospedale Fatebenefratelli di Roma, i medici gli hanno torvato una "glicemia di 1.600", come rivela Eva Henger, e le sue condizioni sono apparse subuito gravissime.
"Riccardo Schicchi non sta bene. E' grave, ma lui è un Highlander, ha sette vite e ce la farà anche questa volta" dice convinta Eva Henger, che quotidianamente lo va a trovare in ospedale, anche con l'attuale marito, il produttore Massimiliano Caroletti.
Eva Henger precisa di stargli "vicina umanamente", sottolineando: "Da dieci anni non ho niente a che fare col porno, tra di noi non c'era più alcun tipo di collaborazione, solo tanto affetto".
L'ex pornostar spiega che circa un mese fa Riccardo Schicchi aveva "iniziato la dialisi" e sembrava cominciare a stare un po' meglio. Poi la crisi.
In ospedale Riccardo Schicchi è arrivato "in coma profondo", da cui si sta ora risvegliando, tanto da essere stato trasferito dal reparto di rianimazione del Fatebenefratelli di Roma.
Riccardo Schicchi, 60 anni, non è ancora cosciente, ma dopo giorni di respirazione assistita da macchinari ora riuscirebbe a respirare da solo, e i medici stanno diminuendo i farmaci.
"Ora c'è da capire che danni hanno subito gli organi vitali e il cervello - spiega però in conclusione Eva Henger - poi lo aspetta un lungo periodo di riabilitazione".

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