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Medal of Honor: Di Stanislao (IdV) ne chiederà il sequestro

"Medal of Honor" permette di diventare "talebani" e uccidere i "nostri" nel videogioco. Scoppia una polemica politica mondiale poiché sembra morale solamente uccidere i talebani sia nella realtà che nella fantasia. Pace.

Si apre il dibattito in rete, ma ci sarà la vera polemica a cominciare da lunedì, quando internet si risveglierà dal weekend, l'iniziativa politica dell'onorevole Augusto Di Stanislao dell'IdV (Italia dei Valori) che chiederà il sequestro di "Medal of Honor" il nuovo videogioco iper realistico della EA Games edito anche in Italia dopo aver trovato una fredda accoglienza politica in tutto il mondo.
"Medal of Honor" è un videogioco "sparatutto" che riporta la crudezza della guerra in Afghanistan con realismo impressionante e con la violenza tipica del "first-person shooter video game" ovvero di chi spara in prima persona. EA Los Angeles insieme alla svedese DICE (EA Digital Illusions CE) ha lavorato duro per questo gioco e ha voluto dare un tocco in più al realismo: essere dalla parte del nemico reale (nel virtuale), ovvero il piacere di impersonare "le forze d'opposizione" ovvero i talebani, anche se dopo le polemiche dei veterani non vengono mai citati nel videogioco.
Per cui basta accendere il PC, la PlayStation 3 o Xbox 360 per giocare (da soli o in compagnia) ad essere un sanguinario talebano che spara alle truppe alleate.
Diventare un Taliban e divertirsi a sparare alle spalle uno dei "nostri" super equipaggiato, mentre da talebano la morte viene da un vecchio AK-47.
Ma la politica si ribella e ricorda che è davvero di cattivo gusto sparare nel videogioco ai "nostri" che in guerra muoiono davvero.
"E' sconcertante e avvilente che domani arrivi in Italia in il video gioco Medal of Honor" dice l'On. Augusto Di Stanislao capogruppo IdV in Commissione Difesa.
"Abbiamo appena finito di piangere 4 nostri soldati uccisi nell'agguato a Farah e da domani avremo nei negozi il nuovo videogame che permetterà a tutti, bambini compresi, di scegliere di stare dalla parte delle forze occidentali o talebani e addentrarsi virtualmente nello scenario di guerra", continua Augusto Di Stanislao.
E' infatti paradossale il cortocircuito "patriottico" dei videogiochi che hanno fatto diventare la guerra un gioco e il videogioco una guerra (politica).
Così l'onorevole Augusto Di Stanislao ha una soluzione (qualcuno in rete potrebbe probabilmente definirla un po' "talebana"): "Chiederò, in tutte le sedi competenti, il sequestro in tutta Italia del videogioco", dichiara in una nota.

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