le notizie che fanno testo, dal 2010

Soldini Capo Horn controvento: Maserati tra alghe giganti e iceberg

Giovanni Soldini e Capo Horn. Due leggende del mare che si scontrano, ma dalle forze impari. A 160 miglia da Capo Horn, con una perturbazione in arrivo e raffiche di vento fino a 40 nodi, l'equipaggio di Maserati si prepara ad affrontare le correnti dei "50 urlanti", tra iceberg e alghe giganti "come gomeme".

Il VOR70 Maserati capitanato da Giovanni Soldini sta per doppiare Capo Horn. Partito da New York il 31 dicembre del 2012 Soldini ed il suo equipaggio sono in vantaggio, in quanto a miglia percorse, rispetto al monoscafo che detiene il precedente record del 1998, Aquitaine Innovations. Riuscirà Maserati ad arrivare a San Francisco prima di 57 giorni, 3 ore, 2 minuti? Sarà forse proprio Capo Horn a deciderlo, data la sua innegabile difficoltà anche al tempo di radar e di raffinate tecnologie di cui Maserati è dotata. Dal sito ufficiale del Maserati è lo stesso Giovanni Soldini a spiegare l'aria che si respira all'estrema punta dell'Argentina, dove Atlantico e Pacifico si scontrano nei "50 urlanti". "Siamo diretti verso lo stretto di Le Maire e abbiamo deciso di passarci dentro per fare meno strada e per posizionarci il più a ovest possibile - scrive Soldini sul suo sito -. Il passaggio dello stretto sarà molto impegnativo per i 4, 5 nodi di correnti contrarie e per la presenza di alghe giganti che potrebbero avvolgersi sulla chiglia. Sono come gomene, lunghe 20 metri e larghe 20 centimetri. Dobbiamo stare molto attenti. Una volta usciti dallo stretto, dritti su Capo Horn. Avremo un forte vento da ovest per tutta la giornata di domani, con punte fino a 40 nodi. Sappiamo anche che ci sono sette, otto iceberg tra Le Maire e Capo Horn, quindi cercheremo di passare molto vicini a terra, col radar sempre acceso. La nostra strategia sarà quella di sfruttare ogni minima variazione della direzione del vento in modo da virare sugli scarsi e portarci velocemente a ovest per poi fare rotta verso nord paralleli alla costa del Cile. Ma non troppo vicini al Cile perché le Ande sono così alte da formare un muro che comprime le isobare e il vento potrebbe aumentare sotto costa anche di 15 nodi. Noi ce la stiamo mettendo tutta, sarà l'oceano a decidere quando lasciarci passare".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: