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Messico: ok a uso primo vaccino al mondo contro febbre dengue, mezzo OGM

Il Messico ha approvato l'uso del primo vaccino al mondo contro la febbre dengue. Il vaccino tetravalente Dengvaxia dovrebbe essere un "vaccino a virus vivo" come riporta il New York Times "costituito da un virus attenuato della febbre gialla modificato geneticamente per produrre proteine dal virus della dengue e stimolare il sistema immunitario del corpo per produrre anticorpi per quelle proteine".

Il Messico ha approvato l'uso del primo vaccino al mondo contro la febbre dengue. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità la febbre dengue, trasmessa dalla puntura delle zanzare, uccide circa 22mila persone l'anno su 400 milioni di contagiati. A sviluppare il vaccino è stata la società farmaceutica francese Sanofi, che lo metterà in commercio sotto il nome di Dengvaxia. La Sanofi assicura che con il vaccino si verrà protetti dai quattro tipi di virus della dengue.
Lo sviluppo del vaccino contro la febbre dengue sarebbe durato l'arco di due decenni. Il Ministero della Salute messicano spiega che nella fase iniziale l'obiettivo e quello di far vaccinare circa 40mila persone. Per il momento il vaccino sarà disponibile solo per i cittadini messicani che vivono in zone dove la malattia è endemica e all'interno della fascia di età tra i 9 e i 45 anni. Negli studi clinici, il vaccino ha ridotto il rischio di sviluppare la dengue di circa il 60 per cento e la scelta di non far vaccinare i bambini più piccoli risiederebbe nel fatto che il farmaco sembra essere meno efficace nei bambini sotto i 9 anni, in particolare quelli di età inferiore ai 6. Anzi, se somministrato in giovanissima età c'è anche il rischio di contrarre patologie più gravi nel lungo periodo. Il vaccino tetravalente Dengvaxia dovrebbe essere un "vaccino a virus vivo" come riporta il New York Times "costituito da un virus attenuato della febbre gialla modificato geneticamente per produrre proteine dal virus della dengue e stimolare il sistema immunitario del corpo per produrre anticorpi per quelle proteine".
Con una certa soddisfazione il Ministero della Salute messicano sottolinea quindi: "Con questa decisione, il Messico si porta avanti rispetto agli altri paesi, tra cui la Francia, nell'affrontare la diffusione di questo virus".

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