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Vaccino meningite non funziona? Test in doppio cieco, cavie e vaccinati

Nuova caso, il 12esimo, di meningite in Toscana anche se il paziente era stata vaccinato contro il meningococco di tipo C. Cominciano a sorgere quindi dubbi sull'efficacia di questo vaccino. I vaccini, infatti, non sono farmaci e non necessitano di quella lunga procedura di studio prima dell'approvazione e della loro messa in commercio. A quanto pare nessun test in doppio cieco, nella speranza che le cavie non siano i vaccinati.

Ennesimo caso in Toscana di infezione da meningite, ma a far più scalpore stavolta il fatto che il piccolo paziente era già stato vaccinato.

Tra il 2015 e il 2016, quando in Toscana è cominciato l'allarmismo meningite, il 90% dei bambini tra gli 0 ed i 10 anni sono stati vaccinati mentre la copertura è al 65% tra gli 11 e i 20 anni. Nonostante questo la malattia è continuata a circolare. Inoltre, anche se finora questi numeri non hanno mai suscitato né scalpore né domande, ben "11 dei 57" pazienti che hanno contratto la malattia in Toscana si erano vaccinati contro la meningite C e in due casi la vaccinazione è stata fatta pochissimi giorni prima del manifestarsi dell'infezione.

Ora i casi salgono a 12, visto che nella giornata di ieri la Usl Toscana Nord-Ovest ha informato che un bambino di 4 anni è ricoverato in gravi condizioni nel reparto di rianimazione dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze dopo essere stato colpito da una meningite di tipo C anche se era stato vaccinato nel 2013.

Da segnalare inoltre, anche se la notizia non ha avuto peso sui media, che il 17 settembre scorso un bambino di appena 18 mesi è morto a Catania durante la notte tre giorni dopo essere stato sottoposto al vaccino antimeningococco di tipo C.

Così, Francesco Menichetti, primario del reparto di malattie infettive dell'Azienda ospedaliero universitaria di Pisa, dichiara che "l'ultimo caso di meningite di tipo C deve farci riflettere sull'efficacia di questo vaccino e sulla necessità di sviluppare uno studio più approfondito sui portatori sani rinofaringei".

Ma l'efficacia dei vaccini non dovrebbe essere testata prima della loro messa in commercio? A quanto pare, no.

Nonostante la martellante campagna mediatica sull'efficacia e l'assoluta necessità delle vaccinazioni, infatti, "i vaccini, in Europa e negli USA, non sono considerati farmaci ma misure di prevenzione nonostante in Italia se ne occupi Aifa, l'agenzia per il farmaco" ricorda sul giornale.it l'infettivologo Fabio Franchi. Questo vuol dire che "mentre per gli altri medicinali è prevista una lunga procedura di studio prima dell'approvazione in commercio, per le misure di prevenzione (i vaccini, appunto) questa non occorre".

Nonostante quanto dichiara la Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri), Franchi assicura quindi che "sui vaccini gli studi controllati randomizzati in doppio cieco con placebo non ci sono", vale a dire quella procedura utile per osservare nel tempo l'efficacia del vaccino e prendere nota degli eventuali eventi avversi. Nella speranza, ovviamente, che le cavie non siano i vaccinati.

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