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Vaccini: militari morti e patologie gravi per somministrazioni multiple

Mentre in Senato di discute l'emendamento al decreto vaccini sulle dosi monocomponenti, la Commissione uranio impoverito esorta test pre-vaccinali per i militari perché ci sono stati morti e malattie gravi a causa di vaccinazioni a somministrazioni multiple. Per i militari si e per i bambini no?

Mentre il Senato prosegue l'iter parlamentare per la conversione in legge del decreto vaccini, che prevede l'obbligatorietà di 10 vaccinazioni, dalla Commissione uranio impoverito emerge la impellente richiesta di svolgere esami pre-vaccinali.
Entrando nella discussione dell'emendamento sulle dosi monocomponenti, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin in sostanza ha negato tale possibilità affermando che "non si possono avere perché le industrie farmaceutiche non hanno interesse a produrle", come riporta su Facebook il Comilva. Una dichiarazione che ha infiammato anche quella parte dell'Aula pronta ad approvare il decreto vaccini, con Stefano Esposito del PD che ricorda al ministro: "Noi siamo il Parlamento della Repubblica e sono le case farmaceutiche a doversi adeguare alle leggi che facciamo non viceversa". La seduta è stata quindi sospesa per evitare che la maggioranza andasse sotto al voto.

L'emendamento in questione però appare ancor più importante dopo la lettura di alcuni passaggi della relazione della Commissione uranio impoverito, approvata oggi.
La Commissione, infatti, ha esaminato anche gli effetti delle vaccinazioni multiple sui militari, ed i risultati sono sconcertanti.

"La Commissione ha esaminato una serie di casi specifici di militari che hanno riportato patologie anche gravi e in taluni casi sono deceduti, in relazione alle modalità delle somministrazioni delle vaccinazioni. - si legge nella relazione - In particolare si è registrato il caso del caporale maggiore F.R., mai andato in missione fuori dal territorio nazionale, vaccinato sebbene già affetto da malattia oncologica ( linfoma di Hodgkin) non rilevata per mancanza di esami pre-vaccinali, e pertanto in stato di grave immunodepressione e successivamente deceduto. Oppure il caso del soldato semplice D.G., congedato dopo poco più di sei mesi dall'arruolamento, avvenuto l'8 febbraio 2007, a seguito di grave astenia e deperimento fisico iniziati il giorno stesso della vaccinazione multipla, avvenuta il 19 giugno 2006. Oppure il caso del caporal maggiore G.T., arruolato nel 1999 e in congedo dal 25.11.2000 dichiarato 'permanentemente non idoneo al servizio militare incondizionato' perché affetto da linfoma di Hodgkin (tipo sclerosi nodulare in stadio clinico II A), vaccinato senza l'effettuazione di esami pre-vaccinali".

La Commissione parlamentare quindi precisa: "È dunque emersa la necessità di svolgere esami pre-vaccinali prima della somministrazione dei vaccini, sia al fine della valutazione di immunità già acquisite, sia al fine dell'accertamento di stati di immunodepressione che sconsiglino di somministrare il vaccino in quello specifico momento". Se il Parlamento però esorta test pre-vaccinali per i militari, dovrebbe farlo altrettanto per i bambini e gli adolescenti dai 0 ai 16 anni, fascia d'età colpita dal decreto Lorenzin che, ad oggi, impone 10 vaccinazioni a somministrazione multipla (esavalente più il vaccino morbillo, parotite, rosolia, varicella).

© riproduzione riservata | online: | update: 19/07/2017

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