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Vaccini: medici obiettori rischiano radiazione. I dubbi di The Lancet

La Fnomceo approva un documento che prevede anche la possibile radiazione per quei medici obiettori che sconsigliano le vaccinazioni ed invita le istituzioni a far sottoscrivere ai genitori una assicurazione contro danni da mancata vaccinazione. Per la Fnomceo i vaccini sono sicuri perché "prodotti attraverso studi clinici sperimentali controllati". Eppure The Lancet nel 2015 denunciò: "Molto di ciò che viene pubblicato non è corretto. Gran parte della letteratura scientifica, forse la metà, può essere semplicemente falsa".

"Solo in casi specifici, quali ad esempio alcuni stati di deficit immunitario, il medico può sconsigliare un intervento vaccinale. Il consiglio di non vaccinarsi nelle restanti condizioni, in particolare se fornito al pubblico con qualsiasi mezzo, costituisce infrazione deontologica". E' questo il passaggio più controverso, che sta scatenando non poche polemiche, nel documento sui vaccini approvato all'unanimità l'8 luglio dalla Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri).

Nel documento si sostiene infatti che "i vaccini sono tra i farmaci più severamente controllati e garantiti riguardo ai profili di sicurezza, proprio perché predisposti per la somministrazione di massa a popolazioni sane o potenzialmente fragili come i neonati e gli anziani" e si aggiunge anche che "i vaccini hanno raggiunto un grado di sicurezza assolutamente tranquillizzante, certificato attraverso un lungo percorso autorizzativo, coerente con le più stringenti normative internazionali in quanto prodotti secondo la più rigorosa metodologia, attraverso studi clinici sperimentali controllati e randomizzati, attuati spesso in doppio cieco versus placebo e sottoposti al controllo incrociato di esperti".

Peccato che non la pensa allo stesso modo Richard Horton, capo redattore di The Lancet, rivista medica tra le più rispettate al mondo, che nel 2015 denuncia: "Molto di ciò che viene pubblicato non è corretto. Gran parte della letteratura scientifica, forse la metà, può essere semplicemente falsa. Afflitta da studi con campioni di piccole dimensioni (quindi non statisticamente significativi, ndr), con risultati altrettato piccoli, con analisi esplorative non valide, e conflitti palesi di interesse, senza contare l'ossessione di perseguire mode di dubbia importanza, la scienza ha preso una svolta verso l'oscurità". Horton fa riferimento proprio a quegli studi sponsorizzati dalle multinazionali farmaceutiche per lo sviluppo di farmaci commerciali e vaccini.

Nel 2009 invece era stato il presidente della Commissione Sanità del Consiglio d'Europa Wolfgang Wodarg a rivelare, come riporta il Comilva, che "le industrie farmaceutiche hanno influenzato l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità, ndr) affinché dichiarasse la pandemia (di influenza suina, ndr)". Wodarg dichiarò infatti che "l'influenza A, non solo era una 'falsa pandemia' ma è stata orchestrata dalle case farmaceutiche per fare miliardi con la vendita di medicine e vaccini" e per questo chiese al Consiglio d'Europa "un'inchiesta sul ruolo delle case farmaceutiche nel creare l'allarme 'suina' ". Se l'indagine sia mai partita e quali eventuali scoperte abbia prodotto non è dato saperlo, mentre è ormai noto come invece l'Italia abbia acquistato dalla Novartis, per una pandemia inestistente, 24 milioni di dosi di vaccino per un totale di quasi 185 milioni di euro.

Se qualcuno si domanderà come le industrie farmaceutiche possano arrivare ad "influenzare" l'OMS una risposta la può forse fornire l'Antitrust italiana che recentemente ha certificato che esiste un "oligopolio fortemente concentrato su base mondiale, con quattro imprese multinazionali - GlaxoSmithKline, Sanofi Pasteur, Merck Sharp & Dohme e Pfizer - che detengono oltre l'80% in valore delle vendite complessive dei vaccini in un settore con un fatturato complessivo che supera attualmente i 20 miliardi di euro ed è da anni in forte crescita".

Nonostante tutto questo, la Fnomceo redige un documento che rischia di portare alla radiazione quei medici che consigliano la non vaccinazione. Allo stesso tempo però la Fnomceo non raccomanda gli altri medici a redigere un certificato che attesti invece la mancanza di un qualsiasi "deficit immunitario" nel bambino che deve essere vaccinato. Se qualcosa infatti dovesse andar storto dopo la vaccinazione con questo certificato il genitore potrebbe rivalersi sul medico, visto che i vaccini sono così "garantiti riguardo ai profili di sicurezza".

Al contrario la Fnomceo invita invece le istituzioni ad adottare "provvedimenti che accertino validamente il dissenso dei genitori, l'assunzione di responsabilità rispetto ai rischi dei figli, la impossibilità dei figli a frequentare la scuola durante i periodi epidemici, la non iscrivibilità all'asilo nido (l'Emilia Romagna fa letteralmente scuola, ndr), ed eventualmente l'assicurazione contro danni da mancata vaccinazione". Ma quali sarebbero questi danni? Se si parla dell'effetto gregge, più di uno studio dimostra la non consistenza di questa tesi. Tanto che nel 2015, per esempio, in una scuola della California, 4 bambini hanno contratto la pertosse nonostante fossero stati vaccinati contro la malattia ed il 99,5% degli studenti di quell'istituto fosse stato sottoposto al vaccino DTPa. I genitori quindi in questo caso avrebbero forse fatto meglio a fare una assicurazione contro i danni da vaccinazione.

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