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Pfizer chiede in India brevetto per vaccino antipneumococcico coniugato. MSF si oppone

La società farmaceutica statunitense Pfizer ha chiesto di brevettare in India il vaccino antipneumococcico coniugato (PCV13), che protegge contro infezioni quali polmoniti e meningiti. Contro tale decisione si sta appellando Medici Senza Frontiere che ha depositato un'opposizione alla richiesta di brevetto temendo che così sarà impossibile la diffusione di versioni del vaccino più economiche. Attualmente, le aziende farmaceutiche Pfizer e GlaxoSmithKline (GSK) sono gli unici due produttori del vaccino PCV13.

La società farmaceutica statunitense Pfizer ha chiesto di brevettare in India il vaccino antipneumococcico coniugato (PCV13), che protegge contro infezioni quali polmoniti e meningiti. Il brevetto richiesto dalla Pfizer riguarda i metodi per coniugare 13 serotipi del batterio Streptococcus Pneumoniae in un unico vettore. Contro tale decisione si sta appellando Medici Senza Frontiere che ha depositato un'opposizione alla richiesta di brevetto, affermando che le caratteristiche del vaccino della Pfizer non sono sufficientemente innovative da meritare un nuovo brevetto. L'obiettivo della Ong è quello di proteggere contro la polmonite milioni di bambini che oggi sono a rischio, visto che tale infezione uccide un minore ogni 35 secondi. MSF teme inoltre che se verrà rilasciato questo brevetto sarà impossibile la diffusione di versioni del vaccino più economiche che possano entrare sul mercato ed essere disponibili per i paesi in via di sviluppo e le organizzazioni umanitarie.

"L'India deve respingere le richieste delle case farmaceutiche, che sono supportate dalle pressioni diplomatiche degli Stati Uniti e di altri governi perché il governo modifichi gli standard di rilascio dei brevetti in modo da ridurre la competizione dei farmaci generici. L'inconsistente richiesta della Pfizer per il brevetto del vaccino anti-pneumococcico dovrebbe essere respinta per dare il via alla produzione di versioni più economiche del vaccino" dichiara il dottor Manica Balasegaram, direttore generale della Campagna per l'accesso ai farmaci di MSF.

Attualmente, le aziende farmaceutiche Pfizer e GlaxoSmithKline (GSK) sono gli unici due produttori del vaccino PCV13. La Pfizer ha fissato il prezzo del vaccino antipneumococcico commercializzato come Prevenar "fuori dalla portata di molti paesi in via di sviluppo e delle organizzazioni umanitarie" come denuncia Medici Senza Frontiere, sottolineando che oggi è 68 volte più costoso vaccinare un bambino rispetto al 2001 tanto che "quasi la metà del costo di un pacchetto vaccinale completo per un bambino nei paesi più poveri è dovuto proprio al vaccino contro la polmonite".

"Il vaccino antipneumococcico è il vaccino più venduto al mondo. Solo l'anno scorso Pfizer ha guadagnato più di 6 miliardi di dollari dalla vendita di questo prodotto, mentre molti paesi in via di sviluppo, dove milioni di bambini sono a rischio di contrarre la polmonite, non possono assolutamente permetterselo" precisa il dottor Manica Balasegaram. "Per garantire che i bambini in tutto il mondo siano protetti da una malattia mortale come la polmonite, - prosegue - si deve consentire l'ingresso nel mercato ad altre case farmaceutiche che forniscono il vaccino a un prezzo molto più basso di quello imposto da Pfizer". Balasegaram ricorda che lo scorso anno "più di 50 paesi, tra cui l'Indonesia, la Giordania e la Tunisia, hanno contestato il prezzo troppo alto dei vaccini esistenti e la difficoltà di introdurne di nuovi". Nel 2015 quindi i 193 Paesi riuniti all'Assemblea Mondiale della Sanità hanno approvato una risoluzione storica chiedendo vaccini più accessibili e una maggiore trasparenza nei prezzi. Ma la richiesta è finora caduta nel vuoto.

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