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PD, Crimì: reintrodurre obbligo vaccinati a scuola. Qual è la disinformazione?

Filippo Crimì, deputato del PD, annuncia di aver presentato un progetto di legge che reintroduce l'obbligo di vaccinazione per i bambini che frequentano le scuole dell'obbligo e l'obbligatorietà delle vaccinazioni contro pertosse e morbillo ed una campagna nazionale di sensibilizzazione per combattere la disinformazione sul tema. Ma quel è la disinformazione?

Quando si tratta di vaccinazioni, spesso si tende a dimenticare che l'articolo 32 della Costituzione stabilisce che "nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. - e che - La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana". Filippo Crimì, deputato del PD e componente della commissione Cultura, annuncia infatti che "per combattere l'allarmante calo delle vaccinazioni nel nostro Paese" ha presentato "con alcuni colleghi alla Camera un progetto di legge che reintroduce l'obbligo di vaccinazione per i bambini che frequentano le scuole dell'obbligo" ma anche "l'obbligatorietà delle vaccinazioni contro pertosse e morbillo ed una campagna nazionale di sensibilizzazione per combattere la disinformazione sul tema".

Bisognerà poi capire cosa si intende per "disinformazione". E' disinformazione riportare per esempio che l'effetto gregge sulle vaccinazioni è stato smentito nei fatti in più di un caso? Oppure a fare disinformazione è il Tribunale del Lavoro di Milano che in una recente sentenza sembra acclarare "la sussistenza del nesso causale" tra il vaccino esavalente Infanrix Hexa Sk prodotto dalla GlaxoSmithKline e il sorgere dell'autismo? Fa disinformazione anche il New York Times che pubblica "un nuovo studio che ha rilevato come il maggior rischio per i bambini di essere infettati con il batterio che causa la pertosse arrivi dai fratelli maggiori" spiegando che questo "è probabilmente il risultato della diminuita immunità tra i bambini e adolescenti che hanno ricevuto il vaccino DTaP (ndt: difterite, tetano pertosse acellulare)" come riporta il Comilva (Coordinamento del Movimento italiano per la libertà delle vaccinazioni). Anche il Clinical Infectious Diseases pubblica uno studio che svela come "la pertosse è attualmente la malattia prevenibile da vaccino meno sotto controllo nonostante una eccellente copertura vaccinale e nonostante le 6 dosi di vaccino raccomandate tra i 2 mesi di età e l'adolescenza". Persino uno studio condotto dalla Food and Drug Administration e pubblicato in PNAS chiarisce che "sebbene gli individui immunizzati con un vaccino antipertossico acellulare possano essere protetti dalla malattia, essi possono comunque infettarsi con il batterio senza necessariamente ammalarsi e sono in grado di diffondere l'infezione ad altri individui, inclusi i neonati".

E' ovvio che queste, e moltre altre notizie, hanno portato gli italiani a fidarsi sempre meno dei vaccini, soprattutto quello contro morbillo e rosolia. E sbarrare le porte delle scuole ai bambini che non sono stati vaccinati da genitori che hanno agito pensando in primis alla salute dei propri figli in base al principio di precauzione probabilmente non cambierà la situazione, a costo dell'obiezione di coscienza.

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