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Meningococco C: Toscana vaccina dal 2005, ma ancora nessun effetto gregge

"La grave situazione che si sta verificando in Toscana" dove dall'inizio dell'anno si sono verificati 28 casi "di malattia invasiva da meningococco C richiede una seria ed attenta valutazione", così in una nota Manuela Granaiola, esponente del PD che ammette: "L'aumento dei casi ha destato una certa sorpresa, dal momento che la Regione Toscana è stata fra le prime ad iniziare, con efficienza, una campagna di vaccinazione nei bambini contro il meningococco C, sin dal 2005".

"La grave situazione che si sta verificando in Toscana, dove dall'inizio dell'anno si sono verificati 27 casi di malattia invasiva da meningococco C, causati da un ceppo ipervirulento appartenente al complesso clonale ST11, richiede una seria ed attenta valutazione" denuncia Manuela Granaiola, della commissione Sanità del Senato, dopo l'incontro con il Prof. Walter Ricciardi dell'Istituto Superiore di Sanità. Con il caso della 27enne versiliese, salgono a 28 i pazienti colpiti da questo tipo di batterio, il 35 esimo caso di meningite se sommato ai quattro casi di B, uno di W, uno mai identificato e uno di pneumococco. In tutto ci sono stati sette decessi.
"L'aumento dei casi ha destato una certa sorpresa, dal momento che la Regione Toscana è stata fra le prime ad iniziare, con efficienza, una campagna di vaccinazione nei bambini contro il meningococco C, sin dal 2005. Evidentemente, nonostante i bambini siano stati protetti, la vaccinazione di routine non è stata in grado di determinare herd immunity e quindi ridurre il rischio di infezione e malattia a livello di comunità nelle fasce d'età più avanzate" osserva la senatrice del PD.
"A questo proposito Il Prof. Ricciardi ha suggerito di avviare - si continua a leggere -, di concerto con la Regione Toscana, uno studio epidemiologico sui portatori per verificare la dinamica dell'epidemia e avviare ulteriori strategie di contenimento."
"Inoltre ha proposto di eseguire un'analisi descrittiva più dettagliata dei casi e dei loro contatti - si afferma infine -, in modo tale da identificare possibili determinanti di infezione, caratteristiche lavorative e comportamentali delle persone colpite, modalità di esposizione, rischio per la restante comunità. A tal fine, ISS è disposto a supportare eventuali indagini di campo di concerto con la Regione".
L'esponente dem ribadisce comunque che "l'intervento principale, oltre alla diagnosi precoce dei casi e alla profilassi dei contatti, consiste nella vaccinazione" e questo nonostante, stando alle sue dichiarazioni, non ci sia stato alcun effetto gregge.
"In attesa dei risultati dello studio dei portatori, - insiste però Granaiola - è comunque necessario continuare a vaccinare gli adolescenti ed offrire la vaccinazione ai giovani adulti, in modo tale da aumentare le coperture vaccinali, al fine di proteggere gli individui e creare immunità di gregge nella popolazione. Ma per qualsiasi campagna vaccinale occorre senza dubbio una forte e chiara campagna di informazione e sensibilizzazione sull'efficacia dei vaccini e sulla loro sicurezza."

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