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Influenza: vaccino universale. Panacea per tutti i ceppi virali?

Vaccino universale contro tutti i ceppi virali dell'influenza, già in sperimentazione ad Oxford. Entusiasmo alle stelle e grande tam tam. Ma non si parla di effetti collaterali e pericoli, e per molti il vaccino antinfluenzale "definitivo" non sarebbe una panacea ma una chimera.

Chissà se (e quando) verrà messo in commercio il vaccino "universale" contro l'influenza, che si sta sperimentando all'Università di Oxford in Inghilterra, si chiamerà "Panacea". Panacea era infatti la figura mitologica greca che rappresentava la "personificazione della guarigione universale e onnipotente" (come riporta Wikipedia).
Fatto sta che il "vaccino polivalente" contro ogni ceppo conosciuto (e potenzialmente sconosciuto) di influenza, e già inoculato nell'organismo di volontari umani (che lo stanno sperimentando), promette di essere la panacea del malanno di stagione più temuto (almeno nel "mainstream fobico"), quell'influenza che, d'inverno, ha la stessa "ossessività informativa" del meteo.
La stampa inglese riporta la sperimentazione del vaccino come una "grande speranza" per debellare l'epidemia stagionale che, ricorda, colpisce miliardi di persone ogni anno. Grazie alla vaccinazione (di massa, sicuramente) l'influenza diventerà solo una vecchia malattia dimenticata.
Questo almeno nelle speranze dei ricercatori che promettono di stare lavorando ad un vaccino con un "richiamo" ogni dieci anni. Ovviamente non si parla di effetti collaterali, di controindicazioni, di interazioni con altri farmaci e di pericoli anche, paradossalmente, nel "non prendersi mai" un influenza.
Per molti studiosi invece la ricerca di Oxford sul "vaccino universale" o meglio sul "vaccino definitivo" contro l'influenza è solo un miraggio, anzi, una figura mitologica vicina a Panacea, una Chimera.

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