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Emilia Romagna pensa a divieto asilo nido per bimbi non vaccinati. Comilva: deriva autoritaria

L'Emilia Romagna sarebbe pronta a varare una legge che consentirà solo ai bambini vaccinati di frequentare gli asili nido. Un'idea che ha fatto ravvibridire il Comilva (Coordinamento del movimento italiano per la libertà delle vaccinazioni) che si dice pronta ad "ogni forma possibile di opposizione civile a tali derive autoritarie e lesive delle libertà".

L'Emilia Romagna sarebbe pronta a varare una legge che consentirà solo ai bambini vaccinati di frequentare gli asili nido. In sostanza, un genitore potrà iscrivere all'asilo nido il figlio solo se il libretto delle vaccinazioni sarà "in regola". Per gli asili nido pubblici comunali e per quelli privati convenzionati si può infatti agire con una legge regionale, mentre serve una norma nazionale per impedire, di fatto, ai bambini di frequentare la scuola dell'obbligo se non vaccinati. E nella proposta dei legislatori ci sarebbe anche quella di estendere la lista dei vaccini "obbligatori".

Un'idea che ha fatto ravvibridire il Comilva (Coordinamento del Movimento italiano per la libertà delle vaccinazioni) che in una nota ricorda al governo dell'Emilia Romagna e in particolare all'assessore alla Salute Sergio Venturi che tale norma contrasterebbe "in modo evidente con la legge regionale DGR 256 del 13 marzo 2009, 'Indicazioni alle Aziende sanitarie per promuovere la qualità delle vaccinazioni in Emilia-Romagna' e con il DPR 355/1999 (Regolamento recante modificazioni al DPR 1518/67 in materia di vaccinazioni obbligatorie, normativa nazionale)".

Il direttivo dell'associazione Comilva evidenzia poi che quello di vietare a dei bambini di accedere agli asili nido solo perché non vaccinati sarebbe "un provvedimento evidentemente incostituzionale perché contrasta con le libertà dell'individuo e la libertà di scelta terapeutica", osservando che inoltre sarebbe "fondato su profonde inesattezze sanitarie (vaccinazioni efficaci e sicure, immunità di gregge e necessità di soglie minime di copertura vaccinale, tutte questioni controverse e mai dimostrate scientificamente con lavori indipendenti e senza alcun conflitto di interesse con le case farmaceutiche produttrici dei vaccini)".

Da ricordare inoltre che "tra i Paesi dell'Europa Occidentale, hanno vaccinazioni obbligatorie solo Italia e Grecia (con 4 vaccini) e Francia (con 3 vaccini)" come spiegava in una intervista a Mainfatti.it il Comilva.

Ma non solo. Il Comilva avverte poi che "il provvedimento contrasta anche con le leggi sui danni da vaccinazione (L. 210/1992 e L. 229/2005) nonché con tutta la disciplina della Farmacovigilanza - Vaccinovigilanza (DM 12.12.2003 - del Regolamento UE 1235/2010, la cui applicazione è operativa dal 2 luglio 2012, e della Direttiva 2010/84/UE - Decreto Ministero della Salute 30 aprile 2015) e sarà di fatto inapplicabile, stante l'altissimo numero di obiettori e danneggiati presenti in Emilia Romagna". Tale norma infine "contrasta con ogni normativa europea in materia di libero accesso alle comunità infantili e scolastiche, anche in rapporto con quanto avviene in altri paesi del continente. Va in direzione diametralmente opposta alla Convenzione di Oviedo (Convenzione sui diritti dell'uomo e la biomedicina - Convenzione di Oviedo - Consiglio d'Europa, 1996) a cui il nostro Paese ha aderito pienamente" sottolinea ancora l'associazione.

Il Comilva denuncia quindi che "questo provvedimento in avanzato stato di 'composizione' è figlio del pensiero unico vaccinale: - aggiungendo - questo paradigma vaccinale ha oramai assunto la forma di una dottrina gelatinosa che avviluppa qualsiasi istanza che ne metta in discussione i principi, la vorrebbe inibire, tende a confonderla e a paralizzarla fino a soffocarla: il pensiero unico è il solo autorizzato da un'invisibile e onnipresente polizia dell'opinione, è il nuovo Vangelo che ha raggiunto un tale grado di arroganza, veemenza e insolenza che di fronte a un simile furore ideologico non è esagerato parlare di dogmatismo medico scientifico".

Per tutte queste ragioni il Comilva annuncia che "se la giunta regionale e i cosiddetti decisori politici intenderanno percorrere questa strada" l'associazione "promuoverà ogni forma possibile di opposizione civile a tali derive autoritarie e lesive delle libertà, finanche alla Corte europea dei diritti dell'uomo" dicendosi certa che a questa battaglia aderiranno anche "tutte le organizzazioni nazionali che si battono per la difesa dei diritti fondamentali per la salute e la libertà di scelta terapeutica".

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