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Emilia Romagna: no asili nido a bambini non vaccinati. Ma UE chiede liberalizzazione

L'Emilia Romagna presenta una proposta di legge per impedire ai bambini non vaccinati l'iscrizione negli asilo nidi pubblici. Eppure, l'Unione europea è da almeno il 2010 che chiede ai Paesi membri di liberalizzare le vaccinazioni per l'infanzia. Ed infatti il Comilva promette battaglia su una norma che giudica incostituzionale.

Ciò che era stato annunciato è stato infine presentato. Il governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini ha infatti presentato una proposta di legge per impedire l'iscrizione negli asili nido pubblici di bambini non vaccinati. La Giunta dovrebbe dare il primo via libera alla legge già in settimana, anche perché l'obiettivo è far entrare in vigore il provvedimento entro l'anno scolastico 2016-2017.

In sostanza dal prossimo anno i genitori saranno costretti a scegliere tra il mandare i propri figli in un asilo nido pubblico e il diritto ad effettuare "un intervento nel campo della salute" solo dietro "consenso libero e informato" come stabilisce la Convenzione di Oviedo a cui l'Italia ha aderito. Nonostante la legge in procinto di essere varata dall'Emilia Romagna venga presentata ai più (e dai media mainstream) come una "norma di civiltà" è bene ricordare che è stata l'Unione europea, almeno dal 2010, a chiedere ai Paesi membri di liberalizzare le vaccinazioni per l'infanzia.

Ed infatti, se si guarda all'Europa Occidentale, solo Italia, Grecia e Francia hanno una legge che impone i vaccini obbligatori. Da alcuni anni sono state quindi le Regioni, in ossequio al federalismo sanitario e a causa dell'inerzia del governo centrale, ad emettere dei provvedimenti che di fatto eliminano l'obbligatorietà dei vaccini evitando di sanzionare i genitori che decidono di non vaccinare i figli (o magari posticipare la vaccinazione) in nome della libertà di scelta terapeutica.

Il Coordinamento del movimento italiano per la libertà delle vaccinazioni annuncia quindi che "se la giunta regionale e i cosiddetti decisori politici hanno deciso di percorrere questa strada troveranno di fronte a loro la ferma opposizione di Comilva che userà ogni forma possibile di opposizione civile e giudiziaria verso una deriva autoritaria inutile e lesiva delle libertà fondamentali".

Il Comilva aveva già ampiamento spiegato che imporre l'obbligo vaccinale per l'iscrizione agli asilo nido è incostituzionale e ribadisce che non è assolutamente vero che chi sceglie "di non vaccinare i loro figli mette in pericolo il resto della popolazione" ricordando infatti che "i dati ufficiali raccontano una storia diversa: la maggior parte dei casi si verifica nelle comunità completamente vaccinate".

Caso emblematico quello accaduto in California, dove è stato di fatto smentito l'effetto gregge. Nel marzo 2015 in una scuola sono stati infatti segnalati 4 casi di pertosse nonostante nell'intero istituto il 99,5% degli studenti fosse stato sottoposto al vaccino DTPa. Inoltre, tutti e quattro i bambini che hanno contratto la pertosse erano stati vaccinati contro la malattia.

Il provvedimento dell'Emilia Romagna si inserisce inoltre in un momento in cui il Ministero della Salute potrebbe essere commissariato perché non ha ancora pagato un risarcimento di 250mila euro alla famiglia di un ragazzo divenuto autistico dopo che nel 2000 fece il vaccino tetravalente.

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