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Decreto vaccini, AsSIS: se bimbi esclusi da scuole danni psichici e fisici

Ricomincia in Senato la discussione per la conversione in legge del decreto vaccini. Sotto Palazzo Madama presidio dei freevax, mentre l'AsSIS invia una lettera aperta al Parlamento perché il decreto che estende a 10 le vaccinazioni obbligatorie lascia senza risposta alcuni importanti quesiti.

Ricomincia oggi 18 luglio in Senato la discussione sul decreto vaccini, con la votazione degli emendamenti. Di pari passo, prosegue la battaglia dei freevax, che si danno appuntamento per una mobilitazione a Roma dapprima con un presidio sotto la sede Rai, per chiedere una libera e corretta informazione sui vaccini, e nel pomeriggio sotto Palazzo Madama, per chiedere ai senatori di bloccare il decreto Lorenzin.
Nonostante le modifiche (abbassamento delle sanzioni per l'iscrizione alla scuola dell'obbligo ed eliminazione della perdita della patria potestà), il decreto continua infatti a mantenere la coercizione per 10 vaccinazioni, pena l'esclusione dei bambini da asili nido e materne.

Ma "qualcuno ha calcolato il danno, in termini di salute psichica e fisica, che si può produrre in un bambino di età inferiore ai 6 anni, che si vede escluso dalla scuola che frequentava l'anno precedente e che non potrà continuare il proprio percorso formativo? Qualcuno ha calcolato il danno per la collettività, in termini di risorse e stabilità sociale, per ogni bambino escluso dalla scuola pubblica fino ai 6 anni?".
E' quanto si chiede il Gruppo Libera Scienza di AsSIS (Associazione di studi e informazione sulla salute), che inviano oggi una lettera aperta ai senatori impegnati nell'iter di conversione in legge del decreto vaccini.
Il gruppo, composto da biologi, farmacologi, medici e veterinari, chiede al Parlamento di riflettere bene prima di promulgare una legge che non solo rischia di essere incostituzionale e in violazione dei diritti umani ma che lascia senza risposta alcuni importanti quesiti.

L'AsSIS infatti chiede in particolare, oltre al calcolo del danno biologico che subiranno i bambini esclusi da scuola:
- E' etico imporre un vaccino per il quale 'non esistono dati di sicurezza ed efficacia' nei bambini al di sopra dei 2 o dei 3 anni (come si legge, rispettivamente, nelle schede tecniche di Hexion e Infanrix)?
- Date le gravi carenze nella farmacovigilanza italiana e l'ampia sottostima delle reazioni avverse, con quali criteri è stato valutato per ogni vaccino il reale rapporto rischio-beneficio?
- Siamo certi che la somministrazione contemporanea o ravvicinata di così tanti antigeni vaccinali non possa determinare effetti collaterali superiori a quelli attesi? Qual è l'effetto di una combinazione ravvicinata di dosi più o meno alte di idrossido di alluminio, sostanza neurotossica e immuno-stimolante utilizzata come adiuvante nei vaccini? Quali studi ci offrono la garanzia che non esista alcun rischio aggiuntivo, considerando che un calendario vaccinale obbligatorio così ricco non è mai stato sperimentato nel nostro Paese?
- Considerando che non sono presenti vaccini monovalenti per la maggior parte delle malattie contemplate nel decreto, quali studi sono stati fatti che ci rassicurino sulla sicurezza nell'effettuare una vaccinazione su un soggetto che abbia già contratto la malattia?
- La strada dell'obbligatorietà e dell'esclusione porterà davvero un incremento delle coperture vaccinali? Se anche i livelli di copertura vaccinale dovessero aumentare, è un prezzo accettabile la diffidenza verso le istituzioni che molti genitori inizieranno a provare? Le altre possibili strade sono state davvero percorse fino in fondo?

In merito a quest'ultima osservazione, è inoltre bene ricordare che le vaccinazioni obbligatorie copriranno solamente circa il 15,8% della popolazione italiana (0-16 anni), fascia che ha già una copertura pari attorno al 90%. Se quindi con l'obbligatorietà dei vaccini si passerà davvero al 95%, la copertura per questa popolazione dovrebbe passare appena dal 15,8% al 16,2% (ben lontana quindi dal famoso, e spesso smentito nei fatti, effetto gregge). Tutto questo, per la modica spesa di circa 1 miliardo di euro.

Le domande dell'AsSIS sono inoltre supportate da una analisi puntuale (con tanto di bibliografia) per ogni vaccino reso obbligatorio, a sottolineare che molti di questi non proteggono affatto la diffusione dell'infezione ma piuttosto (e neanche sempre) i sintomi della malattia. "Ci auguriamo che il dibattito scientifico si ricomponga nelle sedi appropriate. - si conclude nella lettera aperta - Ci auguriamo che la politica torni a occuparsi di come garantire i diritti di tutti anziché utilizzare lo spauracchio della salute pubblica per escludere alcuni individui da un diritto fondamentale come quello all'istruzione. Ci auguriamo che la scuola possa svolgere ancora il proprio ruolo di educazione e inclusione. Ci auguriamo che i genitori possano tornare serenamente a fare i genitori, fidandosi di medici, politici e insegnanti. Per questo, crediamo sia indispensabile cercare un dialogo e un confronto sereni. Nessuna parola sarà mai di troppo se rivolta verso l'altro e non contro l'altro. Per questo oggi parliamo. Per questo oggi ascoltiamo".

© riproduzione riservata | online: | update: 18/07/2017

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