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Buona scuola, ma solo se vaccinati

Nonostante la propaganda della "buona scuola" per il governo l'istruzione delle nuove generazioni sembra poter passare in secondo piano se lo studente non è vaccinato. Dopo il calo delle vaccinazioni in Italia (soprattutto quelle non obbligatorie) il Ministero della Salute starebbe pensando di reintrodurre l'obbligo delle vaccinazioni per chi va a scuola e di "sanzionare" i medici che sconsigliano le vaccinazioni.

Nonostante la propaganda della "buona scuola" per il governo l'istruzione delle nuove generazioni sembra poter passare in secondo piano se lo studente non è vaccinato. Il calo delle vaccinazioni in Italia ha scatenato una corsa, tra i politici, per arginare il problema che ufficialmente sarebbe di salute pubblica anche se qualche malizioso pensa che forse dietro ci sia qualche altro "interesse". Partiamo dal principio. Pochi giorni fa l'Istituto Superiore di Sanità comunica che scendono al di sotto del 95% le vaccinazioni per poliomielite, tetano, difterite ed epatite B (si parla di uno zero virgola) e la percentuale scende ulteriormente per le vaccinazioni contro il morbillo, la parotite e la rosolia che raggiunge una copertura del 86%. Da sottolineare che i vaccini contro morbillo, parotite e rosolia non sono obbligatori, quindi non si comprende perché tutto questo allarmismo: i genitori non possono scegliere semplicemente di non vaccinare i propri figli? A quanto pare no.

Il ministero della Salute, dopo il via libera di diversi assessori regionali alla Sanità, starebbe infatti pensado di reintrodurre l'obbligo delle vaccinazioni per chi va a scuola. Un obbligo che era stato di fatto abolito dopo la riforma dell'articolo V della Costituzione che ha portato alcune Regioni ad emanare propri Decreti e Regolamenti sulla materia. Da tempo, infatti, il Veneto ha sospeso l'obbligatorietà dei vaccini mentre molte altre Regioni (Lombardia, Provincia di Trento, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Umbria, Sardegna) hanno deciso di non sanzionare i genitori che si rifiutano di far vaccinare i propri figli, magari in base al principio di precauzione. Questo senza scomodare l'ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro che nel gennaio 1999 emanò un decreto che stabilisce che la mancata certificazione delle vaccinazioni "non comporta il rifiuto di ammissione dell'alunno alla scuola dell'obbligo o agli esami". Da ricordare, inoltre, che tra i 29 Paesi europei (27 dell'Unione, più Islanda e Norvegia) in 15 nazioni non esistono vaccinazioni obbligatorie.

Nonostante questo, il governo sembra intenzionato a continuare a "svoltare" ma questa volta per tornare indietro di decenni, ignorando non solo l'articolo 32 e 34 della nostra Costituzione ma anche l'articolo 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, nonché l'articolo 28 della Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza e gli articoli 4 e 5 della Convenzione internazionale dell'Unesco contro la discriminazione nel campo dell'educazione.

L'obbligatorietà dei vaccini (non si sa a questo punto neanche quanti e quali) non sembra però soddisfare l'esecutivo che starebbe pensando di proporre sanzioni, tra cui un richiamo da parte dell'Ordine, ai medici che "diffondono informazioni non scientifiche sconsigliando le vaccinazioni" come riporta il Tgcom24. La prima domanda che ci si pone è però: chi decide quali informazioni siano o meno scientifiche? In questi giorni, infatti, si parla sempre più spesso di "disinformazione" sui vaccini, bollando così anche autorevoli studi. Il Ministero della Salute precisa che al vaglio ci sono solo "percorsi di concertazione con gli Ordini e le associazioni professionali e sindacali per cogliere l'obiettivo condiviso di garantire adeguate coperture vaccinali".

Il Comilva (Coordinamento del Movimento italiano per la libertà delle vaccinazioni) si chiede: "E se poi si dovesse verificare un evento avverso, gli amministratori di questo Stato saranno pronti a rivalutare consapevolmente i danni da vaccino? O si continuerà come si sta facendo ora a negare, al limite della truffa, qualsiasi nesso causale esclusivamente in base al paradigma dell'efficacia e della sicurezza dei vaccini?". L'Anaao (Associazione Medici Dirigenti) da parte sua invece domanda: "E allora chi li processa i politici che sui vaccini hanno fatto danni enormi?".

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