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Bioterrorismo? Il caso dei sauditi che vogliono i vaccini della Danimarca

Comincia a destare preoccupazione in Danimarca il fatto che il governo abbia venduto l'impianto di produzione statale di vaccini ad una società saudita con presunti legami con i sostenitori dell'Islam radicale. L'opposizione danese denuncia che ciò può avere "un impatto sulla preparazione di emergenza contro la guerra biologica".

Anche se c'è chi è pronto a mettere la mano sul fuoco sulla sicurezza dei vaccini, in Danimarca cominciano a sorgere dubbi sulle vaccinazioni soprattutto se l'impianto di produzione di proprietà dello Stato viene venduto dal governo ad una società saudita con presunti legami con i sostenitori dell'Islam radicale.

Come ha rivelato il giornale danese Extra Bladet, gli impianti di produzione di vaccini del State Serum Institute (SSI) sono stati infatti ceduti all'Aljomaih Group, di proprietà di una famiglia dinastica saudita con presunti legami con gli estremisti islamici.

La Aljomaih Group, guidata dallo sceicco Abdul Aziz Hamad Aljomaih, avrebbe anche in passato effettuato donazioni a favore dei Fratelli Musulmani, una delle più importanti organizzazioni islamiste internazionali e considerati affiliati al terrorismo da Paesi come il Bahrain, l'Egitto, la Russia, la Siria, il Tagikistan, l'Uzbekistan ma anche l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti. Godono invece di finanziamenti da parte dei governi della Turchia e del Qatar.

I media danesi hanno inoltre sottolineato che il comitato sulla Sharia della banca Arcapita, in mano all'Aljomaih Group, è guidato da un potente religioso musulmano, Mohammed Taqi Usamani, che a seguito delle vignette su Maometto nel 2006 aveva chiesto il boicottaggio proprio della Danimarca.

Le opposizioni danesi denunciano quindi che vendere gli impianti che producono vaccini a Paesi ideologicamente ostili è di fatto un'autogol, visto che potrebbero interromperne il commercio per qualsiasi motivo.

Ma a preoccupare maggiormente è il fatto che lo State Serum Institute, fondato nel 1902, conserva per la Danimarca tutti quei vaccini e sieri atti a contrastare non solo le malattie infettive e congenite ma anche le minacce biologiche.

Il partito socialista Red-Green Alliance osserva infatti che le "infrastrutture critiche che possono avere un impatto sulla preparazione di emergenza contro la guerra biologica non dovrebbero essere vendute al settore privato". Soprattutto a chi pare abbia simpatie con ambienti legali al terrorismo.

© riproduzione riservata | online: | update: 14/02/2017

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