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Vaccini obbligatori: in UE solo Italia, Grecia e Francia. Comilva: basta "caccia alle streghe"

Dopo il calo delle vaccinazioni registrato in Italia, alcuni assessori regionali alla sanità hanno invitato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin a reintrodurre l'obbligo alla somministrazione dei vaccini per i bambini che devono frequentare la scuola. Eppure, in UE le vaccinazioni sono obbligatorie solo in Italia, Grecia e Francia. Anche per questo il Comilva sottolinea che "non ha nessun senso questa 'caccia alle streghe' verso chi decide di non vaccinare" e spiega quali strumenti legali ha un genitore per rifiutarsi di far vaccinare il figlio.

Dopo il calo delle vaccinazioni (soprattutto quelle non obbligatorie) registrato in Italia, si è aperto nelle scorse settimane un acceso dibattito, tanto che alcuni assessori regionali alla sanità hanno invitato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin a reintrodurre l'obbligo alla somministrazione dei vaccini per i bambini che devono frequentare la scuola. Il 14 ottobre l'Huffington Post titolava "Lorenzin: 'Pronti a negare le iscrizioni' " ma dopo le aspre polemiche il ministro della Salute ha fatto un passo indietro chiarendo: "Ma certo che possono iscriversi a scuola, nessuno ha messo in dubbio questo. - aggiungendo però - Qualora si dovesse decidere una cosa del genere bisogna passare per il Parlamento".

Mainfatti.it ha intervistato il Comilva (Coordinamento del movimento italiano per la libertà delle vaccinazioni) che ci spiega, in primis, quali i motivi che hanno portato ad abolire l'obbligo delle vaccinazione per i bambini che frequentano la scuola, che di fatto andrebbe in conflitto con l'obbligatorietà all'istruzione.

"Nel 1999 un Decreto del Presidente della Repubblica mette chiarezza sulla questione permettendo l'accesso alle scuole, ma anche alle comunità in genere, anche ai bambini non vaccinati. E voglio far presente che il DPR è tutt'ora in vigore. - ricorda il Comilva - Credo che le motivazioni siano palesi: il Presidente della Repubblica non ha fatto altro che ribadire concetti espressi nella nostra Costituzione sul diritto di scelta, sul diritto all'istruzione e di cura. Pertanto chiunque vuole impedire l'accesso ai bambini non vaccinati sta soltanto strumentalizzando la questione". Il Comilva evidenzia inoltre come siano "molte le nazioni dove le coperture vaccinali sono più basse che in Italia (Austria, Bosnia, Ucraina, Nuova Zelanda) senza che questo abbia comportato nessuna epidemia né allarme. E soprattutto - viene sottolineato - la maggior parte degli Stati europei non prevede obblighi vaccinali ma solo raccomandazioni".
Il Comilva rivela infatti che "dei 29 Paesi dell'Unione europea (i 27 dell'UE più Norvegia e Islanda), 17 non hanno alcuna vaccinazione obbligatoria (quasi tutti i Paesi dell'Europa Occidentale più Estonia e Lituania)" precisando che "tra i Paesi dell'Europa Occidentale, hanno vaccinazioni obbligatorie solo Italia e Grecia (con 4 vaccini) e Francia (con 3 vaccini)".

L'obbligo alla vaccinazione (soprattutto imposta ai bambini per frequentare la scuola) non andrebbe a "violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana" come recita l'articolo 32 della Costituzione?

"Certo, e anche altri articoli. - specifica il Comilva - Non dimentichiamoci anche le motivazioni etiche e religiose. In particolare verrebbero violati i gli articoli 33 e 34 della Costituzione: concretamente, l'opera di promozione culturale si svolge garantendo:
- la libertà di insegnamento (art. 33, comma 1 Cost.);
- la presenza di scuole statali per tutti i tipi, ordini e gradi di istruzione (art. 33, comma 2 Cost.);
- il libero accesso all'istruzione scolastica, senza alcuna discriminazione (art. 34, comma 1 Cost.);
- l'obbligatorietà e gratuità dell'istruzione dell'obbligo (art. 34, comma 2 Cost.);
- il riconoscimento del diritto allo studio anche a coloro che sono privi di mezzi, purché capaci e meritevoli mediante borse di studio, assegni ed altre provvidenze da attribuirsi per concorso (art. 34, comma 3 Cost.);
- l'ammissione, per esami, ai vari gradi dell'istruzione scolastica e dell'abilitazione professionale (art. 33, comma 5 Cost.);
- la libera istituzione di scuole da parte di enti o privati (art. 33, comma 3 Cost.);
- la parificazione delle scuole private a quelle statali, quanto agli effetti legali e al riconoscimento professionale del titolo di studio (art. 33, comma 4 Cost.)".

"Non solo, ci appelliamo anche alla Convenzione sui diritti dell'infanzia (CRC) e dell'adolescenza" prosegue il Comilva, rammentando che "il Comitato ONU ha individuato quattro principi generali, trasversali ed in grado di fornire un orientamento ai governi per la sua attuazione, quali:
- non discriminazione (art. 2): tutti i diritti sanciti dalla CRC si applicano a tutti i minori senza alcuna distinzione;
- superiore interesse del minore (art. 3): in tutte le decisioni il superiore interesse del minore deve avere una considerazione preminente;
- diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo (art. 6): non solo il diritto alla vita ma garantire anche la sopravvivenza e lo sviluppo;
- partecipazione e rispetto per l'opinione del minore (art. 12): per determinare in che cosa consiste il superiore interesse del minore, il suo diritto di essere ascoltato e che la sua opinione sia presa in considerazione".

Inoltre, in particolare il Comilva ricorda i diritti sanciti nella Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza:
- Art 2: Tutti i bambini del mondo hanno gli stessi diritti, non ha importanza chi sono i genitori. Qual è il colore della pelle, né il sesso, né la religione, non ha importanza che lingua parlano, né se sono ricchi o poveri.
- Art 3: Gli Stati, le istituzioni pubbliche e private, i genitori o le persone che ne hanno la responsabilità, in tutte le decisioni che riguardano i bambini devono sempre scegliere quello che è meglio per tutelare il loro benessere.
- Art 4: Gli Stati che hanno firmato la Convenzione si impegnano a far rispettare i suoi articoli con tutti i mezzi legislativi e amministrativi a loro disposizione.
- Art 5: Gli Stati rispettano il diritto e il dovere dei genitori, della famiglia e della collettività di dare ai bambini i consigli adeguati affinché vengano rispettati i diritti della Convenzione.
- Art 18: I genitori hanno la responsabilità comune per l'educazione e lo sviluppo del bambino. A tal fine gli Stati devono accordare gli aiuti appropriati ai genitori e provvedere alla creazione di istituzioni e servizi che possano tutelare gli interessi dei bambini nel caso in cui i genitori non siano in grado di farlo.
- Art 24: Tutti i bambini hanno il diritto di godere di buona salute. A tale scopo devono poter bere acqua potabile, vivere in un ambiente salutare e ricevere cibo, vestiti e cure mediche adeguate. Gli Stati devono quindi garantire (non imporre, nda) ai genitori i mezzi per tutelare la loro salute e quella dei loro bambini.
- Art 28: Gli Stati riconoscono che tutti i bambini hanno il diritto di ricevere un'istruzione, Per garantire tale diritto, l'istruzione primaria deve essere obbligatoria e gratuita per tutti. Gli Stati quindi devono controllare che tutti i bambini frequentino la scuola e devono aiutare le famiglie per permettere ai bambini di continuare gli studi anche dopo la scuola primaria.

Quali strumenti legali ha un genitore per rifiutarsi di far vaccinare il figlio?

"L'obiezione alle vaccinazioni" chiarisce il Comilva, spiegando: "In molte Regioni peraltro l'obiezione è regolamentata dal Piano Regionale Vaccinale e dove non lo è comunque possibile effettuarla. Noi come associazione invitiamo sempre i genitori a non nascondersi ma ad essere attivi. L'obiettore non è quello che la stampa e i mass media in questi giorni stanno tentando di far passare come messaggio: non è un untore privo di responsabilità sociale. D'altronde la letteratura medico-scientifica riporta casi di soggetti appena vaccinati che hanno causato diffusione di malattie, come per esempio pertosse o morbillo. Quindi non ha nessun senso questa 'caccia alle streghe' verso chi decide di non vaccinare. C'è da dire inoltre che il rifiuto alla vaccinazione è di solito una scelta a cui si arriva dopo un percorso informativo da parte dei genitori. Non ci si improvvisa obiettori. E' per questo che come associazione puntiamo molto sull'informazione. Le persone hanno diritto di conoscere non solo i pro dei vaccini, ma anche i contro. Pensiamo alla legge 210/92 sui danni da vaccino: la stessa legge prevede che le venga data rilievo e venga affissa in tutti i reparti ospedalieri, caserme, centri vaccinali ecc. ma qualcuno l'ha mai vista esposta?". La domanda, ovviamente, è retorica.

Nel caso il governo inserisse nel nuovo Piano nazionale per la prevenzione vaccinale l'obbligo delle vaccinazioni a chi va a scuola e le sanzioni per i medici, come intenderebbe reagire il Comilva?

"Il Comilva come ha sempre fatto, da più di vent'anni a questa parte, assisterà chiunque voglia far valere i propri diritti. Abbiamo una rete organizzata di referenti regionali volontari su tutto il territorio nazionale. Non abbiamo paura di far valere i nostri diritti e siamo pronti a tutelarci legalmente. In tal senso la 'Convenzione per la protezione dei Diritti dell'Uomo e della dignità dell'essere umano nei confronti dell'applicazioni della biologia e della medicina: Convenzione sui Diritti dell'Uomo e la biomedicina', meglio conosciuta come Convenzione di Oviedo, sottoscritta dall'Italia il 4 Aprile 1997, ha introdotto e/o rafforzato principi fondamentali relativamente alle prestazioni medico-sanitarie importanti tra le quali:
- Art. 2: Primato dell'essere umano: l'interesse e il bene dell'essere umano debbono prevalere sul solo interesse della società o della scienza;
- Art. 4: Obblighi professionali e regole di condotta: ogni intervento nel campo della salute (..) deve essere effettuato nel rispetto delle norme e degli obblighi professionali, così come nel rispetto delle regole di condotta applicabili nella fattispecie di cui all'art.2;
- Cap. II, Consenso, Art. 5: Regola generale: un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell'intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso".

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