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Piano vaccinale 2016-2018: ok dalle Regioni. Per obbligo vaccini a scuola legge ad hoc

La Conferenza delle Regioni ha dato il primo via libera al Piano nazionale della prevenzione vaccinale 2016-2018 presentato dal Ministero della Salute. Nel Piano vaccini un paragrafo dove si prevede l'introduzione l'obbligo delle vaccinazioni per i bambini che frequentano la scuola, ma con una legge ad hoc, e sanzioni per i medici che sconsigliano i vaccini.

Nonostante le polemiche e la lettera dell'Assis indirizzata al presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (da leggere e meditare con attenzione), il Ministero della Salute, in accordo con le Regioni, sembra voler continuare a perseguire la strada (ma si preannuncia tortuosa) di reintrodurre l'obbligo delle vaccinazioni ai bambini che frequentano la scuola dell'obbligo, forse non ricordando che ciò venne abolito nel 1999 dall'allora Presidente della Repubblica perché è evidente che il diritto all'istruzione non può essere impedito da una pratica sanitaria imposta, poiché andrebbe a violare diversi articoli della Costituzione, della Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza e della Convenzione di Oviedo che, come ricorda a Mainfatti.it il Comilva, all'articolo 5 recita: "Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato. Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell'intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso".

La Conferenza delle Regioni ha infatti dato il primo via libera al Piano nazionale della prevenzione vaccinale 2016-2018 presentato dal Ministero della Salute. Come riporta Quotidianosanita.it, nel Piano vaccini è stato inserito il seguente paragrafo: "La discussione internazionale relativa al superamento dell'obbligo vaccinale e alla valorizzazione delle scelte consapevoli dei cittadini sul tema si avvale dell'esperienza regionale che permette di comprendere le procedure, la tempistica e i costi organizzativi che ne conseguono. Tale percorso sarà approfondito e dal nuovo piano potrà essere generata una normazione aggiornata, garantendo, peraltro, la protezione degli individui e delle comunità, con misure correlate, come, ad esempio, l'obbligo di certificazione dell'avvenuta effettuazione delle vaccinazioni previste dal calendario per l'ingresso scolastico. - e ancora - Parte integrante di questi vincoli sarà anche la ricognizione continua delle possibili violazioni del supporto alla pratica vaccinale e dell'offerta attiva delle vaccinazioni da parte dei medici e del personale sanitario dipendente e convenzionato con il servizio sanitario nazionale. Saranno concertati percorsi di audit e revisioni tra pari, con la collaborazione degli ordini professionali e delle associazioni professionali e sindacali, che possano portare anche all'adozione di sanzioni disciplinari o contrattuali qualora ne venga ravvisata l'opportunità".

In sostanza, si ipotizza di vietare l'iscrizione a scuola per i bambini non vaccinati, provvedimento però che dovrà essere eventualmente regolato da una "normativa nazionale", cioè deve essere discusso in Parlamento come aveva anticipato Beatrice Lorenzin. Nello stesso paragrafo si ipotizzano inoltre possibili sanzioni per i medici che di fatto sconsigliano le vaccinazioni anche se Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, assicura: "Prevede esclusivamente percorsi di concertazione con gli Ordini e le associazioni professionali e sindacali per cogliere l'obiettivo condiviso di garantire adeguate coperture vaccinali". Fatto sta che con questi "percorsi di audit" si prevede anche l'adozione "di sanzioni disciplinari o contrattuali". Eppure, è bene ricordarlo, dei 29 Paesi dell'Unione europea (i 27 dell'UE più Norvegia e Islanda), 17 non hanno alcuna vaccinazione obbligatoria (quasi tutti i Paesi dell'Europa Occidentale più Estonia e Lituania). Inoltre, tra i Paesi dell'Europa Occidentale hanno vaccinazioni obbligatorie solo Italia e Grecia (con 4 vaccini) e Francia (con 3 vaccini).

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