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Infermiera fingeva di vaccinare: c'è sospetto ma Asl richiama 500 pazienti

Una infermiera di Treviso è sospettata di aver solo finto di vaccinare adulti e bambini che arrivavano in ambulatorio. Il gip ha archiviato l'inchiesta a suo carico ma la Asl 2 di Treviso ha aperto contro la donna un procedimento disciplinare, e richiamato alla vaccinazione 500 pazienti.

Una infermiera è al centro di un procedimento disciplinare dell'Asl 2 di Treviso perché sospettata di aver solo finto di vaccinare i bambini portati in ambulatorio, anche se nel marzo 2017 il gip (al termine di una indagine dei NAS iniziata a seguito di una segnalazione nel giugno 2016) aveva archiviato il caso perché non c'erano abbastanza elementi a carico della donna.

Stando a quanto riportano i media, il principale elemento di sospetto contro l'infermiera risulterebbe infatti quello di avere una mano troppo leggera durante le iniezioni: i colleghi difatti non sentendo mai piangere i bambini durante le vaccinazioni hanno cominciato a sospettare che la somministrazione non avvenisse.

Il gip però non sembra aver trovato riscontri concreti nel fatto che l'infermiera gettasse via le fiale di vaccino senza somministrarle.

Sembra invece che la Asl, richiamando a campione alcuni pazienti, abbia scoperto che i bambini vaccinati dalla donna non avevano sviluppato gli anticorpi.
Così, l'azienda sanitaria ha avviato una campagna di richiamo che riguarda 500 pazienti tra adulti e bambini, che dovranno tornare in ambulatorio il 24 e il 28 aprile e il 2 e il 6 maggio.

La Asl infatti spiega: "Se non vi è la certezza che una vaccinazione sia stata eseguita correttamente, la dose deve essere ripetuta. Ripetendo la dose, quindi, può essere garantita quella protezione elevata e a lungo termine che è assicurata da un ciclo vaccinale correttamente eseguito".

E se invece il vaccino fosse stato davvero somministrato? C'è chi si domanda infatti se potrebbero esserci controindicazioni (termine che ultimamente sembra dover essere censurato quando si parla di vaccini) nel caso di due somministrazioni invece che una.

Altri invece si chiedono se non sarebbe il caso di attendere il risultato del procedimento disciplinare, nonché dell'eventuale altra indagine della Procura di Treviso, che sembra intenzionata a riaprire il caso contro l'infermiera che nel frattempo "è stata trasferita ad altro incarico, al manifestarsi dei sospetti delle colleghe".

© riproduzione riservata | online: | update: 19/04/2017

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