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Turismo, Istat viaggi in Italia e Estero. Consumatori: dati drammatici

Gli ultimi dati Istat segnano un calo delle presenze turistiche che allarma il settore e le associazioni dei consumatori. Nel 2012 rispetto all'anno precedente la riduzione dei viaggi con pernottamento effettuati in Italia e all'estero dai residenti è stata del 5,7%, la quale conferma la tendenza negativa avviata dal 2009.

L'Italia è in stallo e rischia seriamente l'avvitamento. Gli ultimi dati Istat sul turismo aumentano la preoccupazione nel settore e le associazioni dei consumatori sottolineano la drammaticità dei numeri. L'Istituto Nazionale di Statistica rileva come "nel 2012 i viaggi con pernottamento effettuati in Italia e all'estero dai residenti sono stati 78 milioni e 703 mila. Rispetto all'anno precedente la riduzione è stata del 5,7%, la quale conferma la tendenza negativa avviata dal 2009". L'Istat conferma che "rimangono stabili sia l'ammontare dei pernottamenti (501 milioni e 59 mila notti) sia la durata media dei viaggi (6,4 notti)" rilevando però come "i viaggi di vacanza (che rappresentano l'87,3% del totale) registrano il calo più significativo (-5,3%), anche se la flessione è meno marcata rispetto a quella osservata tra 2010 e 2011". "Rispetto al 2011 - continua l'Istituto di statistica -, si riduce leggermente la quota di persone che mediamente viaggiano in un trimestre (dal 23,6% del 2011 al 23,2% del 2012), ma tra i residenti al Centro la flessione è decisa (-5,6%)".

Ma nel rapporto sui "Viaggi e vacanze in Italia e all'Estero si trovano anche dati che rivelano l'anossia economica del Bel Paese. Nel 2012 sono infatti in calo le "missioni di lavoro e le attività di rappresentanza" e l'Istat osserva quanto "rispetto al 2011, si osserva un calo consistente delle missioni di lavoro o militari (-44,5%) e dei viaggi per attività di rappresentanza, vendita, installazione o simili (-44,1%)". La Federconsumatori, che trova i dati del rapporto Istat "allarmanti", osserva come la contrazione delle vacanze degli italiani "testimonia la scarsa competitività dell'offerta italiana, penalizzata da un lato da costi ancora proibitivi (che, nonostante il calo delle presenze, continuano a registrare aumenti contenuti) e dall'altro dalla famigerata tassa sul turismo che va eliminata (anche perché, come recentemente rilevato da Federturismo, non ha nemmeno ottenuto i risultati previsti)". Per Federconsumatori "rilanciare il turismo è fondamentale per la ripresa economica dell'Italia".

Per il Codacons "questi dati drammatici dimostrano che gli italiani non possono più permettersi di andare in vacanza. D'altronde ricordiamo che già nel 2011 il 46,6% degli italiani non poteva permettersi una settimana di ferie in un anno lontano da casa, percentuale che nel Sud e nelle Isole saliva al 65,5%. Anche il calo dei viaggi di lavoro dimostra la gravità della recessione economica in atto". Il Codacons definisce i dati "drammatici" e sintetizza come "il 46,6% degli italiano non ha soldi per le vacanze" e quanto i prezzi siano troppo alti con un'Italia che "perde posizioni rispetto a Grecia, Croazia, e Spagna". "La realtà è che da quando l' Italia ha perso le vecchie lire svalutate il settore turistico non si è più ripreso - osserva il Codacons -. Con l'euro forte era obbligatorio recuperare competitività investendo maggiormente sulla qualità dell'accoglienza, la riqualificazione delle strutture alberghiere, il rapporto qualità/prezzo, l'informazione, la correttezza del comportamento degli operatori turistici. Per non parlare dell'assenza di investimenti pubblici indispensabili per migliorare infrastrutture, trasporti e viabilità".

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