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Federalberghi: 8,6% di italiani in più in vacanza. Bocca: ma servono investimenti

"Crescono nel quadrimestre estivo (giugno-settembre) gli italiani che hanno trascorso o trascorreranno una breve vacanza fuori dalle proprie mura domestiche, dormendo almeno 1 notte fuori casa. Sono infatti circa il 50%, pari a 30,4 milioni le persone tra maggiorenni e minorenni che hanno già fatto o si apprestano a fare vacanze (+8,6% su 2014)" rende noto Federalberghi.

"Dopo le notizie dei giorni scorsi che hanno enfatizzato dati drammatici (Svimez, ndr) sulla irrisoria crescita del Mezzogiorno d'Italia, vedere che il 48% degli italiani stia scegliendo per la proprie ferie estive soprattutto le Regioni del Sud, quale punto nevralgico del riscatto di un'intera area geografica, ci rafforza nel convincimento che il nostro Paese ha ancora tante doti turistiche da valorizzare per una crescita economica ed occupazionale che vanno incentivate per diventare il volano della ripresa" sottolinea il Presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, commentando l'indagine sui consumi turistici estivi degli italiani che riguarda tutti i tipi di vacanza, non solo quella in albergo.
Come specificato in una nota, l'indagine è stata realizzata dalla Federalberghi con il supporto tecnico dell'Istituto ACS Marketing Solutions ed effettuata dal 22 al 29 luglio con il sistema C.A.T.I. (interviste telefoniche) ad un campione di 1.201 italiani maggiorenni rappresentativo degli oltre 60 milioni di connazionali maggiorenni e minorenni.
Federalberghi segnala quindi che "crescono nel quadrimestre estivo (giugno-settembre) gli italiani che hanno trascorso o trascorreranno una breve vacanza fuori dalle proprie mura domestiche, dormendo almeno 1 notte fuori casa. Sono infatti circa il 50%, pari a 30,4 milioni le persone tra maggiorenni e minorenni che hanno già fatto o si apprestano a fare vacanze (+8,6% su 2014)".
L'indagine evidenzia però che "la durata media quest'anno è di 8 notti rispetto alle 9 notti del 2014 e nell'81% dei casi (quasi 25 milioni) gli italiani rimarranno in Italia, mentre nel 19% dei casi (oltre 5 milioni) andranno all'estero". Al contempo, però, "il giro d'affari si attesta sui 18,3 miliardi di euro rispetto ai 17 miliardi di euro del 2014 (+7,7%)". La spesa stimata per le vacanze estive (comprensive di viaggio, vitto, alloggio e divertimenti) è di 786 euro (rispetto ai 790 euro del 2014). Per quanto riguarda la clientela straniera, dai dati dell'Osservatorio Federalberghi emerge "un incremento tendenziale del +2,5%".
In estate, gli italiani preferiscono il mare. I dati di Federalberghi svelano infatti che "oltre il 48% di chi rimane nei confini del Bel Paese si sta recando in Sicilia (18% della domanda), in Sardegna (10,4%), in Puglia (10,1%) ed in Calabria (10%)". Il 79% rispetto al 70% del 2014 preferisce la spiaggia mentre la montagna è preferita solo dal 7,8% degli italiani (rispetto al 15,1% del 2014).
Quando è in vacanza, all'italiano piace essere servito, ed infatti l'albergo rimane il leader incontrastato di questa estate 2015. Il 24,5% degli italiani sceglie infatti l'albergo, anche se la percentuale cala rispetto a quel 27% registrato nel 2014. Seguono, nell'ordine, la casa di parenti o amici con il 21,7% rispetto al 20,1% del 2014, l'appartamento in affitto con il 12,1% (10,2% nel 2014), la casa di proprietà con il 10,6% rispetto al 16,9% del 2014, il villaggio turistico col 7,6% (7,2% nel 2014). Federalberghi segnala però che invece crescono i residence col 7,1% (6,5% nel 2014), i bed&breakfast con il 4,3% (2,9% nel 2014) ed i campeggi con il 4,3% (2,5% nel 2014).
Infine, gli italiani non rinunciano alla vancaza di agosto, mese preferito per godersi l'estate. Il 62,5% (rispetto al 59,3% del 2014) di chi è in vacanza ha infatti scelto agosto per il proprio periodo di ferie, mentre luglio e giugno sono preferiti solo, rispettivamente, dal 16,7% (rispetto al 22,1% del 2014) e dal 14,7% (rispetto al 19,4% del 2014). Sono invece il 13,3% gli irriducibili che scelgono di godersi le vacanze a settembre.
"Non vogliamo illuderci o crogiolarci sugli allori. L'Italia ha bisogno di investimenti cospicui nel settore e di un piano robusto di ristrutturazioni e di promozione" ribadisce comunque Bocca, chiarendo che questi sono i "passaggi indispensabili per consentire al sistema turistico nazionale di fare in modo che i timidi segnali positivi diventino un consolidato e strutturato aggregato economico, capace di farci rapidamente risalire la classifica mondiale dei Paesi a maggior vocazione turistica".

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