le notizie che fanno testo, dal 2010

Al via Commissione su uranio impoverito. Italia terza in UE per numero di morti

Al via i lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito, che indagherà anche in relazione all'esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno e da somministrazione di vaccini. "In Europa, al primo posto per il numero di militari morti a causa di uranio impoverito è l'Inghilterra, al secondo la Francia ed al terzo l'Italia" ricorda l'Osservatorio Militare.

Hanno preso ufficialmente il via i lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti dell'utilizzo dell'uranio impoverito, dopo l'approvazione del regolamento interno allegato ai documenti di seduta del 21 gennaio scorso. Nella giornata di ieri, 27 gennaio, è quindi iniziato il percorso d'inchiesta della Commissione, che indagherà nello specifico "sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all'estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all'esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno e da somministrazione di vaccini, con particolare attenzione agli effetti dell'utilizzo di proiettili all'uranio impoverito e della dispersione nell'ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e a eventuali interazioni".

"Desideriamo che questa possa essere l'ultima Commissione di inchiesta sul tema, perché crediamo fermamente che le proposte che avanzeremo al Parlamento e al governo avranno tutti i requisiti per essere accolte, permettendo una definitiva soluzione dei gravi problemi oggetto della nostra indagine" spiega il presidente Gian Piero Scanu, del Partito Democratico.
La Commissione presenterà una prima relazione alla Camera, sull'andamento dell'indagine, dopo 6 mesi dall'inizio dei lavori (quindi a luglio 2015) e successivamente al termine della propria attività, con i risultati dell'inchiesta. Tra i consulenti della Commissione i magistrati Giovanni Francesco Izzo e Mauro Mura, a cui si aggiunge Raffaele Guariniello, ex capo procuratore vicario di Torino. Tra i consulenti scientifici invece il fisico Armando Benedetti, la ricercatrice Chiara Cantaluppi, il primario di Medicina del lavoro Domenico Della Porta, l'anatomopatologo Gavino Faa, l'epidemiologo Giuseppe Mastrangelo e gli oncologi Franco Nobile, Riccardo Carlo Rossi e Sandro Sandri.

Il deputato di Fratelli d'Italia Edmondo Cirielli rivela di aver già informato la Commissione parlamentare di inchiesta sull'uranio impoverito "dei nuovi e terribili lutti che hanno colpito la comunità salernitana. - spiegando - Dall'inizio dell'anno, infatti, sono già tre i militari scomparsi, tutti morti per un tumore, tutti impegnati in missioni militari all'estero con l'Esercito italiano". "Una problematica che riguarda non solo coloro che sono impegnati nelle missioni militari, ma anche il personale in destinazione fissa e quello che presta servizio nei poligoni militari o risiede nelle vicinanze di quei siti" ammette però Cirielli, auspicando che "la Commissione faccia luce sulle cause e suggerisca strade e modalità per evitare che questo accada di nuovo" perché "è necessario chiarire al più presto e senza riserve i dubbi che ancora oggi esistono sulla materia e accertare le responsabilità". Il 22 gennaio l'Osservatorio Militare denunciava attraverso un comunicato "il possibile decesso n. 325 nel cupo, vergognoso ed imbarazzante elenco delle vittime del 'fuoco amico' "

Da ricordare che nel maggio scorso la Corte d'Appello di Roma ha condannato il Ministero della Difesa a risarcire con 1 milione 300mila euro i familiari di un militare italiano ammalatosi e deceduto dopo aver partecipato ad una missione in Kosovo tra il 2002 e il 2003 stabilendo che esiste "in termini di inequivoca certezza, il nesso di causalità tra l'esposizione alle polveri di uranio impoverito e la patologia tumorale".

Ma anche pochi giorni fa, nell'indifferenza dei media mainstream, un altro Tribunale, quello di Firenze, ha condannato il Ministero della Difesa a pagare quasi 900mila euro alla figlia e alla vedova di un Carabiniere paracadutista del Tuscania morto il 19 novembre 2000 a soli 41 anni per un tumore al colon che si era esteso a polmone, fegato, peritoneo e ossa. Per i giudici, il militare durante le sue missioni all'estero, tra cui in Somalia e Bosnia Erzegovina, è stato esposto a "numerosi fattori di rischio, quali l'inquinamento atmosferico, le contaminazioni tossiche provocate dall'impatto e dall'esplosione delle munizioni a uranio impoverito, nonché le esalazioni dei gas di scarico degli automezzi bellici e dei solventi chimici usati per la pulizia delle armi".

L'Osservatorio Militare evidenzia che "in Europa, al primo posto per il numero di militari morti a causa di uranio impoverito è l'Inghilterra, al secondo la Francia ed al terzo l'Italia. - precisando però - L'Italia risulta terza sulla base dei dati dell'Osservatorio Militare che sono aggiornati in difetto rispetto a quelli reali mai ufficializzati dal Ministero della Difesa Italiano".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: