le notizie che fanno testo, dal 2010

11 Settembre all'uranio impoverito? La "profezia" del comandante André

A dieci anni dagli attacchi terroristici al World Trade Center, le due torri continuano a mietere vittime. Dalla loro polvere finissima, composta di nanoparticelle di metalli pesanti, probabilmente anche radioattivi, arriva la morte per gli eroi del 2001. E con tumori "fuori dagli schemi".

A dieci anni dall'11 Settembre le Torri Gemelle continuano a mietere vittime. E queste vittime non sono quelle "indirette" della "Guerra al terrorismo" scatenata da George W. Bush, ma morti conseguenti di "quel che resta" delle Twin Towers che, come la polvere delle metafore, non può essere nascosta per sempre sotto il tappeto. Ed è proprio questa "polvere" la principale accusata delle malattie e dei morti post "11 Settembre" che vedono pompieri, soccorritori e "ripulitori" dell'area, ancora protagonisti. I dati disponibili, a dieci anni dall'attentato, rimangono modesti e le ricerche sugli effetti sulla salute della "polvere" negli abitanti di New York sono poco pubblicizzate. Questo anche perché all'epoca la nube sprigionata dal crollo dei giganteschi grattacieli era stata data dall'EPA (U.S. Environmental Protection Agency) per perfettamente "respirabile", invitando i newyorkesi a tornare al lavoro. A distanza di 10 anni però, le indagini volute dal "New York Fire Department", che ha preso in analisi circa 10mila pompieri, non possono che destare preoccupazione. I risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista "The Lancet" che segnala che i danni della nube delle Twin Towers sono arrivati anche in New Jersey e che le vittime predestinate dei fumi tossici e degli aerosol del WTC sono senz'altro i pompieri che hanno il 19% di probabilità in più di ammalarsi di tumore rispetto ai colleghi che non parteciparono all'operazione di soccorso. Prima della pubblicazione su "The Lancet" il New York Fire Department aveva già parlato dell'argomento con il New York Post, commentando lo scorso aprile l' "epidemia" di tumori che aveva colpito i lavoratori delle Torri ("FDNY cancer up post-9/11" http://is.gd/mO8Dgj). Il dottor David Prezant, ufficiale medico FDNY, sottolineava che i vigili del fuoco che hanno scavato nelle macerie del WTC si sono ammalati di cancro ad un tasso superiore rispetto quello dei vigili del fuoco prima del 9/11, ma quel che è interessante nella sua osservazione è che alcuni tipi di cancro sono "stranamente fuori dai grafici". Questi tumori (letteralmente "bizarrely off the charts") consistono in "leucemia, linfoma non-Hodgkin e mieloma multiplo - così come i tumori dell'esofago, della prostata e della tiroide" come si legge sul New York Post. Alcuni lettori avranno subito ricollegato alcune di queste patologie con quelle riscontrate nelle vittime dell'"uranio impoverito" dei teatri di guerra (e molte volte dei poligoni) dove sono stati sparati proiettili (e testate) al DU (Depleted Uranium). Molti attenti osservatori collegano l'incidenza di questi tumori "particolari" di cui sono vittime i soccorritori del WTC con la notizia (ormai d'epoca) degli elementi radioattivi ritrovati intorno a Ground Zero. Il dato è fornito dal campionamento delle polveri effettuato dall'US Geological Survey (USGS) il 17 e 18 Settembre 2001 che raccolse la "polvere" in 35 luoghi in un raggio di 0,5 - 1 Km da Ground Zero. L'USGS trovò elementi in concentrazioni statisticamente rilevanti di uranio, stronzio, torio, cerio ed altri isotopi radioattivi piuttosto rari che non possono essere "apparsi dal nulla" e che "matematicamente" sarebbero in "connessione" tra loro (leggi anche l'interessante "Characterization of the Dust/Smoke Aerosol that Settled East of the World Trade Center WTC in Lower Manhattan after the Collapse of the WTC 11 September 2001" http://is.gd/Y1YYmK). Ma come sarebbero finiti questi elementi radioattivi nella polvere delle due Torri? A parte le teorie del "complotto" che indicherebbero una "demolizione nucleare" del World Trade Center, esiste un documento storico che vale sempre la pena citare e che potrebbe fornire gran parte delle risposte. Subito dopo l'attacco alle Torri Gemelle un prestigioso militare in pensione, autorità mondiale del campo della radioprotezione nonché uno dei tre massimi esperti mondiali in protezione NBCR (nucleare, biologico, chimico, radiologico) prese carta e penna e scrisse a tutti i "potenti" del mondo e alla grande stampa. Era Maurice Eugène André, comandante belga in pensione volto alla causa anti-nucleare, conosciuto in patria come "Monsieur nucléaire", colui che arrivò nel 1976 alla formula matematica dell'"effetto di prossimità" biologico che ricevette, per la sua importanza scientifica, le congratulazioni del Consiglio d'Europa. André dopo l'attentato dell'11 Settembre informò il mondo che gli aerei schiantati sulle Twin Towers potevano contenere uranio impoverito nella loro struttura e che quindi la disintegrazione dei due velivoli avrebbe significato una importante e drammatica contaminazione radioattiva sulla città americana. L'uso dell'"uranio impoverito" negli aerei non deve stupire, visto che, oltre che in guerra, il "DU" è d'uso "comune" in altri settori. Talmente "comune" che Wikipedia, sempre prudente su certi argomenti, scrive sull'informazione "Uranio Impoverito" (http://is.gd/HcMIwb): "I suoi due usi civili più importanti sono come materiale per la schermatura dalle radiazioni (anche in campo medico) e come contrappeso in applicazioni aerospaziali, come per le superfici di controllo degli aerei (alettoni e piani di coda), e navali. Nel disastro aereo di un Boeing 747 ad Amsterdam, nel 1992, si accertò la mancanza di circa 150 kg dell'uranio impoverito, su un totale di 282 kg. Esso è usato anche nei pozzi petroliferi come parte delle sinker bars, cioè pesi usati per fare affondare strumentazioni nei pozzi pieni di fango. E' usato anche nei rotori giroscopici ad alte prestazioni, nei veicoli di rientro dei missili balistici, negli yacht da competizione come componente della deriva e nelle mazze da golf". Il monito di Maurice Eugène André fu però ignorato. Paolo Scampa, oggi presidente dell'AIPRI (Association Internationale pour la Protection contre les Rayons Ionisants) e allievo di André ricorda che effettivamente "uno solo aveva risposto, ed era lo staff di Hillary Clinton". Poi il silenzio. La polvere era ormai sotto il tappeto. E' lo stesso Maurice Eugène André nel 2003, sempre per l'anniversario dell'11 Settembre, con un comunicato stampa, a raccontare: "Varie volte, dopo gli attacchi dell'11 settembre alle Torri Gemelle ho diffuso l'informazione seguente senza riscontrare la minima reazione né da parte dei poteri nazionali e americani, né dalla stampa o delle TV, né di chicchessia specializzato negli attacchi NBCR: 'I grossi aerei di trasporto passeggeri contengono circa dagli 800 kg ai 1.500 kg di uranio nei bordi d'attacco, nei giroscopi e vari contrappesi e quest'uranio è piroforo (brucia). Migliaia e migliaia di newyorkesi hanno dunque fatalmente respirato numerose polveri sottili d'uranio, e la loro salute ne sarà gravemente penalizzata a causa degli effetti radioattivi interni di prossimità alfa dell'uranio'. I grandi media sono incapaci di comprendere e di diffondere questa verità poiché partecipano al crimine del silenzio sulla nocività delle armi americane a l'uranio impiegate in Iraq nei proiettili. Nel futuro numerosissime persone saranno irrimediabilmente affette nel loro capitale salute (malattie della tiroide e vari tumori) a causa delle polveri sottili di queste armi all'uranio direttamente iniettate in grandi quantità nell'atmosfera che tutti respiriamo e che provengono dall'esplosione delle granate, siluri e bombe americane utilizzate in Iraq. Le polveri d'uranio bruciato prodotte nelle esplosioni sono cosi sottili (da 10 angstrom a 1 millesimo di millimetro di diametro) che galleggiano in permanenza nell'aria, e, comportandosi come gas invisibili portati dalle correnti atmosferiche a più di 7000 chilometri, contaminano praticamente l'intero emisfero nord e giungono ai polmoni di noi tutti. Ecco che comunico pertanto nuovamente questa tremenda e dolorosa verità e che punto il dito su quelli e quelle che, scienziati o no, politici o no, responsabili o no, maestri dei media o no, impediscono i Popoli delle Nazioni Libere di avere accesso a questi dati di protezione indispensabili per il futuro della loro salute" (http://is.gd/Jx49pf). Circa un anno dopo il comunicato di André, un portavoce della Boeing, incalzato dalle pressioni dei ricercatori e dal crash di un Boeing 747 ad Halifax, Canada, sospettato di contenere circa 1,500 chilogrammi di uranio impoverito come "contrappesi", dichiarò che nei 757 e nei 767 (i due aerei che si schiantarono sulle Torri erano proprio 767) non c'era uranio impoverito ma tungsteno. Ma i dubbi rimangono tuttora in piedi, considerato anche il fatto che "le prove materiali" al WTC non esistono più e rimangono solo "gli effetti", come spettri inquietanti. E purtroppo il rapporto "causa-effetto" (soprattutto in ambito "nucleare") è uno degli anelli deboli della ricerca scientifica, perché come diluente nelle dimostrazioni, molto spesso, rientra una sostanza che permea l'universo umano, cioè l'ipocrisia. Nel frattempo la "polvere sotto il tappeto" accumulata dall'11 Settembre 2001, continua a mietere vittime, in modo inesorabile, silenzioso e nell'indifferenza della comunità mondiale. Nell'articolo del New York Post Steve Cassidy, presidente dell'unione dei pompieri, diceva che lo "stufato tossico" di Ground Zero si è dimostrato letale: "E' un fatto che i vigili del fuoco di New York City stanno morendo di cancro in numeri da record", ha detto. "Abbiamo seppellito 10 pompieri in sole 15 settimane, sette dei quali per cancro. Il 10 Settembre 2001 erano pompieri giovani e in salute".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: