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Telescopio Hubble da record: torna indietro nel tempo e scopre galassia GN-Z11

Il vecchio telescopio Hubble, per una sorta di legge Fornero cosmica non riesce ad andare in pensione e passa il tempo ad infrangere i suoi precedenti record. Questa volta fotografa una nuova galassia a 13.5 miliardi di anni luce, e cioè quando l'universo aveva appena 400 milioni di anni. Gli astrofisici non pensavano che una galassia così luminosa potesse esistere in quel remoto periodo.

Il telescopio spaziale Hubble (Hubble Space Telescope, HST) che staziona in orbita terrestre bassa dall'aprile 1990, pur con tutti i suoi anni (e il suo paradossale difetto ottico iniziale) continua a fare sensazionali scoperte. Questa volta Hubble è stato portato al massimo del suo "zoom" riuscendo ad infrangere il record dell'oggetto celeste più lontano da noi. Il telescopio che onora la memoria di Edwin Hubble è infatti riuscito a carpire la luce di una nuova galassia, la GN-Z11 che dista da noi quasi 13.5 miliardi di anni luce. La distanza relativa dalla Terra della galassia GN-Z11 è stata misurata come di consueto dal calcolo del redshift, cioè lo spostamento verso il rosso della luce emessa dall'oggetto.

Per comprendere di quanto abbia zoomato questa volta il telescopio spaziale Hubble è bene ricordare come il record precedente fosse quello della galassia EGSY8p7 che aveva un redshift di 8.68 mentre quello della galassia GN-Z11 è di 11.1. NASA ed ESA, i proprietari del telescopio che è in esercizio da 26 anni, possono quindi ritenersi soddisfatti della nuova scoperta. Cercare corpi celesti sempre più lontani significa addentrarsi nel passato dell'universo. Fotografare oggetti celesti che distano miliardi di anni luce da noi vuol dire quindi viaggiare nel tempo, alla ricerca di ciò che gli scienziati chiamano Big Bang, ovvero l'inizio dell'universo "materiale" come lo conosciamo oggi. Ciò che il telescopio Hubble ha cercato di fare è appunto avvicinarsi al limite massimo delle sue ottiche per cercare quella "prima stella", quella "first star" che l'universo abbia dato alla luce.

Hubble presto andrà definitivamente in pensione e verrà sotituito dal James Webb Space Telescope (in sigla JWST), strumento che proverà a portare ancora più avanti la ricerca delle stelle primigenie. Con il telescopio Hubble non si pensava che una galassia così remota come GN-Z11 sarebbe mai stata osservata, ma grazie alla la Wide Field Camera 3 del satellite (uno strumento di spettroscopia molto avanzato) e alle precedenti osservazioni di un altro telescopio della NASA (il telescopio Spitzer), si è arrivati alla felice scoperta. Non c'è dubbio che un pizzico di fortuna cosmica abbia fatto il resto. La galassia GN-Z11 è infatti un oggetto particolare proprio per la sua massiccia luminosità.

Gli astrofisici autori della scoperta, nel loro articolo scientifico su GN-Z11 rivelano come la nuova galassia sia sorpendentemente luminosa, giovane e piccola. Ma sebbene GN-Z11 sia 25 volte più minuta della nostra Via Lattea ed abbia in termini di massa solamente l'uno per cento della "nostra" massa stellare, è particolarmente "produttiva" tanto che sforna stelle ad una velocità venti volte superiore alla vecchia Via Lattea. Ecco il motivo della sua luminosità. La scoperta della nuova galassia è stata una vera sorpresa per gli astrofisici dato che i precedenti studi portavano a pensare che galassie di tale luminosità non sarebbero mai potute esistere nel passato remoto dell'universo. Il telescopio Hubble, con questo nuovo record, è arrivato a fotografare il cosmo quando aveva appena 400 milioni di anni. La presenza di un oggetto come GN-Z11 in quel periodo cosmico ha l'effetto non solo di riportare con i piedi per terra gli scienziati che pensavano di aver già compreso (quasi) tutto del nostro universo, ma pone ancora nuove domande, come ad esempio, la principale, su come questa galassia possa essersi formata.

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