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Inaf: nuovi indizi sull'evoluzione delle galassie

Lo studio sull'ammasso di galassie ribattezzato JKCS 041, a 10 miliardi di anni luce di distanza, fornisce nuovi indizi in merito all'evoluzione delle stesse. La ricerca è stata condotta dal team guidata da Stefano Andreon, dell'Osservatorio Astronomico di Brera dell'Inaf, e mostra che le galassie di cui è formato l'ammasso JKCS 041 hanno già raggiunto dimensioni e masse simili a quelle delle galassie degli ammassi dell'Universo locale.

Lo studio sull'ammasso di galassie ribattezzato JKCS 041, a 10 miliardi di anni luce di distanza, fornisce nuovi indizi in merito all'evoluzione delle stesse. La ricerca guidata da Stefano Andreon, dell'Osservatorio Astronomico di Brera dell'Inaf, ha infatti confrontato le proprietà delle galassie di JKCS 041, un ammasso che appartiene a un Universo ancora molto giovane, con quelle degli ammassi molto più vecchi che si trovano nell’Universo più vicino a noi e con quelle di galassie allo stesso redshift, e quindi nello stesso universo giovane, ma che si trovano in ambienti meno densi. I risultati verrano a breve pubblicati in un articolo su Astronomy & Astrophysics, dove verrà spiegato che "dopo sette anni di perseveranza, siamo finalmente riusciti ad avere una visione senza precedenti di un ammasso ad altissimo redshift, identificando uno ad uno i membri dell’ammasso, distinguendoli dalle numerose galassie che cadono lungo la linea di vista" come commenta Stefano Andreon. Come spiega l'Inaf (Istituto nazionale di astrofisica), il redshift z=1.8 rappresenta un momento critico nella storia di formazione delle galassie: quando, circa 10 miliardi di anni fa, le galassie in ambienti ancora poco affollati stanno crescendo in dimensioni a un ritmo a dir poco tumultuoso.

Ginevra Trinchieri, sempre dell'Osservatorio Astronomico di Brera, sottolinea quindi che "malgrado l’ammasso fosse già stato identificato nel 2006 e fin dal 2009 fosse già stata stabilita la presenza di gas caldo a 80 milioni di gradi, l’identificazione completa dei componenti dell’ammasso ha richiesto le osservazioni spettroscopiche del Telescopio Spaziale Hubble. - aggiungendo - E le osservazioni ad altissima risoluzione angolare ci hanno permesso di misurare anche le dimensioni delle galassie". Le osservazioni di JKCS 041, che si riferiscono a un’epoca in cui l’Universo aveva solo 3 miliardi di anni, mostrano che le galassie di cui è formato hanno già raggiunto dimensioni e masse simili a quelle delle galassie degli ammassi dell'Universo locale. Andrew Newman del Carnegie Institution for Science fa notare però che "l’ambiente in cui le galassie vivono e crescono sembra avere poca influenza su quando le galassie smettono di formare stelle", e ciò sta a significare che la densità locale di galassie non gioca un ruolo dominante nel determinare quando le galassie esauriscono il combustibile per formare nuove stelle. Stefano Andreon aggiunge però: "La densità locale di galassie determina invece la frazione di galassie che non formano più nuove stelle, chiamate per questo quiescenti: infatti i dati mostrano che tra le galassie di campo, ossia in ambienti ben poco densi di galassie, la frazione di quelle quiescenti è metà di quelle in ammasso".

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