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Unioni civili: la vittoria di Pirro di Alfano. Con maxiemendamento politica abdica a giudici

Trovata l'intesa tra PD e Ncd sulle unioni civili ma con il maxiemendamento "il matrimonio fra persone dello stesso sesso viene imposto per diktat e senza il minimo confronto nel merito". Angelino Alfano quindi non ha "impedito una rivoluzione contro natura e antropologica" ma ha ottenuto solo una vittoria di Pirro.

"Abbiamo impedito una rivoluzione contro natura e antropologica" ha affermato Angelino Alfano dopo la presentazione del maxiemendamento al ddl Cirinnà, che sarà votato a partire da questa sera. Il leader del Nuovo centrodestra ha sempre sostenuto che nessuna legge sulle unioni civili sarebbe stata votata dal suo partito se non spariva la stepchild adoption e l'equiparazione con il matrimonio. Quest'ultima parte però non è mai stata messa in discussione dal PD che minacciava a sua volta di non votare la fiducia in caso fossero stati tolti i richiami alla famiglia. Eppure, tutto il PD appare soddisfatto dell'intesa tanto che persino il senatore dem Andrea Marcucci (firmatario del supercanguro) ha affermato: "L'emendamento è scritto molto bene, ora aspettiamo la bollinatura". Anche Matteo Renzi dichiara che l'accordo sulle unioni civili "è un fatto storico per l'Italia".

In realtà finora di storico c'è solamente il fatto che l'esecutivo ha posto la questione di fiducia su un provvedimento di natura etica che invece dovrebbe essere votato liberamente da ciascun parlamentare, come aspicava anche il Movimento Lgbti. A questo si aggiunge che il ddl Cirinnà non è stato mai nemmeno discusso in Commissione Giustizia al Senato. In Aula invece erano stati presentati poco più di 500 emendamenti, che si potevano votare in massimo 3 giorni, eppure il governo Renzi ha preferito blindare la legge per evitare che fossero i parlamentari (cioè i rappresentati del popolo) a scriverla. Un governo, per giunta, mai eletto dai cittadini e che non ha mai avuto il mandato di imporre una simile legge sulle unioni civili. C'è chi spera quindi che almeno la Corte Costituzionale bocci, come ha fatto in passato, una legge che non ha rispettato l'iter parlamentare, violando l'art. 72 della Costituzione e le norme regolamentari del Senato.

Ma perché il maxi emendamento al ddl Cirinnà piace così tanto sia ad Ncd che non voleva l'equiparazione al matrimonio che al PD che invece la voleva? Il motivo appare semplice e cioè "non lasciarsi abbindolare dai giri di parole" come avverte l'associazione ProVita. "Il matrimonio fra persone dello stesso sesso viene imposto per diktat e senza il minimo confronto nel merito" sottolinea il prof. Filippo Vari, vicepresidente del Centro Studi Livatino che ha raccolto 600 firme di giuristi contro il ddl Cirinnà considerato totalmente incostituzionale. Sempre il Centro Studi Livatino precisa: "Non è sufficiente il richiamo all'art. 2 della Costituzione, o qualche altro maquillage al testo che era all'esame dell'aula del Senato, per cancellare la completa sovrapposizione, che il maxi emendamento realizza, fra regime matrimoniale e regime delle unioni civili: sono infatti espressamente richiamati per queste ultime gli articoli del codice civile che riguardano il matrimonio, e si aggiungono quota di legittima e reversibilità. - aggiungendo - Lo stralcio della stepchild adoption ha il sapore della beffa: per quanto più volte affermato dalle Corti europee, da regimi equiparati non può restare fuori nulla: non la stepchild adoption, ma l'adozione tout court da parte di una coppia omosessuale sarà inserita da qualsiasi giudice chiamato a pronunciarsi. Ciò accade senza che sia stato discusso un solo comma di un solo articolo neanche per una volta in una Commissione di merito. Un provvedimento lesivo del fondamento del corpo sociale viene imposto nel modo più antidemocratico".

Il Comitato Difendiamo i nostri figli rivolge quindi "un estremo appello alla coscienza dei parlamentari chiamati al voto" perché "non si forza così la democrazia, negando ogni tipo di dialogo e di confronto" come sottolinea il presidente Massimo Gandolfini, spiegando: "Il popolo del Family Day non si riconosce in esso (il maxiemendamento, ndr) e constata irritato che si è rimasti sordi alle sue richieste". In sostanza quindi "l'armata Brancaleone che forma la maggioranza in Senato ha trovato un accordo per legalizzare il matrimonio gay. Le adozioni seguiranno a ruota" denuncia anche l'associazione ProVita. Quella di Angelino Alfano quindi è una vittoria di Pirro mentre ad essere stati proprio sconfitti sono le "novecentomila coppie di fatto eterosessuali con settecentomila bambini che sono totalmente escluse da questi pletorici 'nuovi diritti' " come osserva su Facebook Mario Adinolfi, direttore de La Croce. Al contrario degli omosessuali infatti alle coppie di fatto eterosessuali questa legge non assegna per esempio il diritto alla reversibilità della pensione, alla successione testamentaria, all'utilizzo del cognome del partner.

"E' pensabile costituzionalmente questa unione civile riservata ai soli omosessuali, presidente Sergio Mattarella? E il criterio di uguaglianza solennemente sancito dall'articolo 3 della Costituzione che fine fa? E' davvero così meritevole di discriminazione, ormai, non essere omosessuale?" domanda quindi Adinolfi al Capo dello Stato. Senza contare che il governo ha posto la questione di fiducia su un provvedimento che non appare davvero così urgente come vuole questo tipo di voto visto che le coppie omosessuali attualmente conviventi sono solo 7.500 e in queste ci sono appena 529 minori. "Siamo davvero alla Fattoria degli Animali orwelliani con alcuni animali più uguali degli altri e anche dentro 1984 visto che queste valutazioni le leggete solo qui e su nessun altro luogo della comunicazione" commenta Mario Adinolfi, concludendo: "Il ddl Cirinnà andava ritirato perché criminale e criminogeno, questo ddl Renzi-Alfano va stoppato nei passaggi che ancora ci saranno perché pasticciato e incostituzionale. Dal punto di vista politico, poi, è figlio di una visione politicista e legata solo a logiche di Palazzo, per nulla in connessione con il mondo reale e la società, infatti scontenta tutti i soggetti interessati e coloro che assistevano con attenzione alla contesa in corso. Si tratta della politica che pilatescamente abdica e decide di far compiere il lavoro sporco ai giudici: una scelta consapevole di due politici non ingenui, Renzi e Alfano, che però commettono l'errore di pensare che siano gli italiani ad essere ingenui".

E se qualcuno avesse ancora il dubbio che il maxiemendamento non equipara le unioni civili al matrimonio perché è stato tolto il richiamo alla fedeltà nella coppia basta pensare che dei senatori del Partito Democratico hanno presentato un ddl per cancellare dal codice civile la fedeltà coniugale anche tra eterosessuali, tanto per distruggere dalle fondamenta l'istituto del matrimonio.

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