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Unioni civili: cattolici in preghiera sfidano Renzi. Un'Ora di guardia contro il ddl Cirinnà

"Quando il nemico sembra prevalere in battaglia, quando le sue forze sembrano soverchianti, quando la strategia di combattimento sembra far indietreggiare le truppe...allora la battaglia sia portata avanti in maniera diversa, si moltiplichino le 'cellule' del bene" esortava Giovanna d'Arco. Ecco perché i cattolici hanno sfoderato l'arma della preghiera per "colpire al cuore il nemico potente" e lottare contro l'approvazione del ddl Cirinnà sulle cosiddette unioni civili.

"La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio" stabilisce la nostra Costituzione all'articolo 29. Aristotele, nel libro I della Politica, presenta infatti "l'origine della società nell'aggregazione naturale del nucleo familiare, che comprende gli elementi necessari e sufficienti a garantire l'autosufficienza del gruppo umano" come riassume Wikipedia. E quali sono questi elementi? Ovviamente l'uomo e la donna "per la complementarità dei sessi nella generazione e nell'educazione dei figli". Senza questa "complementarità" il genere umano si estinguerebbe, e ciò non può essere negato nemmeno dal più fervente sostenitore della teoria del gender (che siccome nel tempo ha assunto una accezione non troppo positiva, le lobby hanno cominciato persino a negarne l'esistenza).

I diritti di questa "società" che si forma appunto "naturalmente" e non attraverso una aggregazione volontaria sono stati circostritti all'interno del matrimonio. Se venisse approvato il ddl Cirinnà lo Stato italiano però di fatto introdurrebbe il matrimonio gay, cioè tra persone dello stesso sesso e quindi senza quella "complementarità" naturale e necessaria all'"autosufficienza del gruppo umano". Per arginare il piccolo problemino della conservazione della specie nel testo sulle unioni civili appoggiato in particolare dal PD e dal MoVimento 5 Stelle è stata introdotta l'altisonante stepchild adoption che non è altro che il via libera alle adozioni per le coppie dello stesso sesso. Ovviamente una coppia omosessuale non può procreare. La stepchild adoption incentiva di conseguenza la pratica dell'utero in affitto, che per fortuna è stata vietata dal Parlamento europeo. Purtroppo il vero organo di governo dell'UE è la Commissione (non eletta da nessun cittadino) che può ignorare completamente i pareri dei parlamentari europei. "E' necessaria un'ulteriore riflessione sulla stepchild adoption, che anche il nuovo testo Cirinnà prevede, per evitare il rischio di pratiche gravi come l'utero in affitto" aveva avvertito anche l'esponente del PD Angelica Saggese, dell'Ufficio di Presidenza del Senato.

A settembre un emedamento al ddl Cirinnà ha corretto la prima formulazione "istituto giuridico originario" con "specifica formazione sociale" ma "anche con la nuova formulazione, la disciplina delle unioni civili resta sostanzialmente una fotocopia della disciplina del matrimonio" tanto che "ripropone addirittura la stessa forma di celebrazione del matrimonio e l'applicabilità delle norme della separazione personale dei coniugi e del divorzio" come aveva obiettato Giacomo Caliendo, capogruppo di Forza Italia in Commissione Giustizia. L'esponente forzista Lucio Malan ha infatti quindi avvertito: "Se la struttura del ddl resta quella attuale, cioè quella di un matrimonio sotto falso nome, anche l'eventuale esclusione dell'adozione sarebbe ben presto cancellata da qualche sentenza. - aggiungendo - Chi vota a favore deve sapere che sta votando questo e non altro: il matrimonio gay, l'utero in affitto, il bambino come merce e l'educazione gender obbligatoria per inculcare ai bambini il demenziale concetto che un bambino può nascere da due uomini e due donne". Per rispettare quindi l'articolo 2 della Costituzione, cioè il riconoscimento dei "diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità", lo Stato deve anche "riconoscere la diversità delle realtà, e quindi, trattare le singole realtà secondo la concreta situazione" come spiega anche il cardinale Angelo Bagnasco, accettando il fatto che famiglia (società naturale) e unioni civili "sono due cose diverse, essendo realtà diverse".

Il ddl Cirinnà, che approderà in Senato il 26 gennaio, intende invece omologare le due realtà, nonostante sia in Parlamento che fuori esistano molte dimostrazioni di dissenso (oltre che di buon senso). In queste settimane è probabile che si moltiplicheranno le iniziative volte a dissuadere i parlamentari dall'approvare il ddl Cirinnà. E se verrà approvato a colpi di maggioranza trasversale è probabile che inizierà una altrettanto capillare campagna per l'indizione di un referendum abrogativo. Apripista è stata infatti poco prima di Natale la Slovenia che ha cancellato la legge approvata lo scorso marzo la quale regolava l'istituto della famiglia nel Paese, che ammetteva matrimoni e adozioni di coppie dello stesso sesso. Ma la piazza non è l'unico strumento per impedire che il ddl Cirinnà venga approvato. "Se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro" ha promesso infatti Gesù. Storicamente le battaglie si sono vinte anche grazie alla preghiera, meglio se "strutturata, organizzata e costante". Ecco perché nasce il sito internet www.unoradiguardia.it, per impegnare le persone "a pregare per 60 minuti, da solo o in compagnia, in Chiesa o in qualsiasi altro luogo, iniziando con l'invocazione per fermare il ddl sulle cosiddette unioni civili". "Dal 5 al 26 gennaio e per i tre giorni della discussione del testo (ovvero fino al 30 gennaio) siamo chiamati in modo speciale a pregare per questa intenzione" viene spiegato nel sito, specificando: "L'Ora di guardia è il momento in cui ciascuno di noi scende in campo con l'arma più potente a nostra disposizione: la preghiera. E' il momento in cui riconosciamo che non c'è battaglia culturale, politica, umana, che non sia parte della lotta del Bene contro il Male". "L'Ora di Guardia è il pezzettino della battaglia che noi ci prendiamo carico di condurre in prima persona. - si aggiunge - Ciascuno di noi è chiamato a farsi carico di 60 minuti di lotta affinché, unendo la propria Ora a quella di tanti altri fratelli, giorno e notte ci sia qualcuno che preghi per questa speciale intenzione, 24 ore su 24". Sul sito è infatti possibile scrivere, in una tabella, il proprio nome in corrispondenza della data e dell'orario in cui intendiamo pregare. Gli iscritti (già 1.400) hanno raggiunto il 100% delle ore totali da coprire da oggi al 26 gennaio, ma più persone pregheranno più ascolto si avrà in Cielo.

"Quando il nemico sembra prevalere in battaglia, quando le sue forze sembrano soverchianti, quando la strategia di combattimento sembra far indietreggiare le truppe...allora la battaglia sia portata avanti in maniera diversa, si moltiplichino le 'cellule' del bene, i guerrieri restino uniti, la guerriglia si faccia intensa e fastidiosa; si ritrovi lo spirito di corpo, si serrino i ranghi della fraternità, si sopporti l'andare controcorrente, non si perda occasione per, agili e leggeri, colpire al cuore il nemico potente... 'A noi la battaglia, a Dio la vittoria' " esortava Giovanna d'Arco. E Matteo Renzi, cattolico ma fervente sostenitore del ddl Cirinnà e della stepchild adoption, questo dovrebbe saperlo bene visto che non ha mancato di presenziare alla prima della Scala.

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