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Unioni civili, Renzi: sì a stepchild adoption. Ma Parlamento UE vieta utero in affitto

Matteo Renzi ha promesso che il 2016 sarà l'anno dei diritti, ma probabilmente si riferiva solo a quelli degli omosessuali. Il premier spinge sulle unioni civili ed assicura: "Non ci sarà lo stralcio della stepchild adoption". La stepchild adoption rischia di aprire alla pratica dell'utero in affitto, che pochi giorni fa è stata vietata dal Parlamento UE.

Matteo Renzi ha promesso che il 2016 sarà l'anno dei diritti, ma probabilmente si riferiva solo a quelli degli omosessuali. Nonostante le resistenze all'interno della maggioranza di governo pur di approvare il testo Cirinnà sulle unioni civili il PD è pronto ad ignorare l'alleato Ncd e a chiedere l'appoggio in Parlamento del MoVimento 5 Stelle. Nel dibattito scende in campo anche la presidente della Camera Laura Boldrini, che a Sky Tg24 sottolinea: "Quella delle unioni civili è una riforma che le persone chiedono, è la gente che la vuole e l'Italia credo sia molto indietro su questo. - aggiungendo - Il Parlamento non può lasciare sole migliaia di coppie che attendono questo. Dobbiamo capire che siamo rimasti gli unici in Europa a non avere una regolamentazione. Non ci devono essere scontri ideologici ma una buona sintesi delle domande che ci vengono da fuori Montecitorio".

A far più discutere il fatto che nel ddl Cirinnà viene prevista l'adozione del figlio da parte del partner. La discussione sulle unioni civili si riaprirà in Senato il 28 gennaio ed il premier, nel corso della conferenza stampa di fine anno, ha già annunciato che "non ci sarà lo stralcio della stepchild adoption. - ricordando - Nasce da una proposta della Leopolda 2012". Se non strettamente regolamentata, però, la stepchild adoption rischia di aprire alla pratica dell'utero in affitto. Per fortuna il Parlamento europeo pochi giorni fa nel votare il Rapporto annuale sui diritti umani e la democrazia nel mondo ha condannato la pratica dell'utero in affitto. Da sottolineare che i vertici del gruppo socialista avevano invece chiesto di votare contro l'emendamento che "condanna la pratica della maternità surrogata, che mina la dignità umana della donna, visto che il suo corpo e le sue funzioni riproduttive sono usate come una merce" e "considera che la pratica della maternità surrogata, che implica lo sfruttamento riproduttivo e l'uso del corpo umano per profitti finanziari o di altro tipo, in particolare il caso delle donne vulnerabili nei Paesi in via di sviluppo, debba esser vietato e trattato come questione di urgenza negli strumenti per i diritti umani". Per fortuna in sede di voto il gruppo dei socialisti si è spaccato e anche buona parte dei rappresentati del PD hanno votato a favore.

"Il voto con cui il Parlamento europeo sancisce la condanna dell'utero in affitto rimarca con forza l'importanza di non cedere alle lusinghe della dittatura dei desideri che, in nome di presunti diritti dei più forti, rendono l'essere umano merce e tolgono dignità ai più deboli" commenta Paola Ricci Sindoni, presidente nazionale dell'Associazione Scienza & Vita, osservando: "L'utero in affitto, prodotto tecnogeno ed espressione drammatica dell'ipertestualizzazione del corpo femminile, rappresenta la punta estrema della strumentalizzazione delle donne in difficoltà ma anche ormai la figura sconsolante del nichilismo postmoderno che ci avvolge".

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