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Unioni civili, Cassese: legge va riscritta senza rinvii a famiglia o Consulta la boccerà

La legge sulle unioni civili deve essere riscritta senza rinvii alla famiglia o equiparazione al matrimonio altrimenti il provvedimento rischia di essere bocciato dalla Consulta, avverte l'ex giudice costituzionale Sabino Cassese. Come chiede Angelino Alfano, quindi, l'emendamento al ddl Cirinnà su cui Matteo Renzi vuol porre la fiducia deve seguire queste indicazioni.

Affinché il Parlamento partorisca una buona legge sulle unioni civili, senza il rischio che venga successivamente bocciata dalla Consulta (e prima ancora non firmata da Sergio Mattarella che deve vigilare sulla Costituzione) basta seguire "le linee chiaramente indicate dalla sentenza della Corte Costituzionale", la numero 138 del 2010. "Queste linee sono chiarissime: le unioni omosessuali vanno garantite e riconosciute, ma non come una famiglia, bensì come formazioni sociali; possono essere individuati dal Parlamento trattamenti omogenei tra coppia coniugata e coppia omosessuale, ma senza equiparazioni" spiega infatti in una intervista ad Avvenire Sabino Cassese, giudice costituzionale dal 2005 al 2014 nonché ex ministro della Funzione Pubblica, avvertendo: "Su questo vigila la Corte Costituzionale". Cassese ricorda infatti che la Consulta "ha chiaramente detto che si riserva un giudizio di ragionevolezza sulla disciplina che sarà (meglio, dovrà essere) adottata dal Parlamento".

Matteo Renzi ha annunciato che tenterà "un accordo di governo con un emendamento" su cui è pronto "a mettere la fiducia", ed Angelino Alfano ha anticipato il suo voto a favore solo se questo emendamento al ddl Cirinnà prevederà "lo stralcio dell'articolo 5 sulla stepchild adoption e la non equiparazione al matrimonio". In sostanza, la legge sulle unioni civili dovrebbe essere riscritta ma non ci vorrebbe molto tempo anzi basterebbe "mezz'ora" come sottolinea Sabino Cassese, osservando: "Basta fare un elenco di tutti i diritti e le aspettative della coppia omosessuale che meritano riconoscimento e garanzia, quelli patrimoniali, quelli attinenti al trattamento previdenziale, quelli attinenti alla salute e alla assistenza, quelli attinenti alla vita privata e alle libertà, ecc. Un legislatore provveduto dovrebbe farne un elenco e regolare tutti questi aspetti in maniera autonoma, senza rinvio alla famiglia e al matrimonio, considerato che la Corte ha detto chiaramente che si tratta di una formazione sociale, non di una famiglia. Questo risolverebbe quasi tutte le attese in materia". Chi fa una legge con "rinvii alla famiglia fa un errore" ribadisce infatti il costituzionalista, concludendo che "in sostanza, volendo fare una inutile forzatura, finisce per non ottenere il risultato che si propone".

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