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Comitato difendiamo i nostri figli: su unioni civili è colpo di mano del PD

"Finalmente il disegno di legge sulle unioni civili arriva nell'aula del Senato" afferma la senatrice PD Maria Spilabotte. Non dello stesso entusiasmo Massimo Gandolfini, presidente del Comitato Difendiamo i nostri figli, che denuncia "la presentazione di un nuovo testo Cirinnà 2 sulle unioni civili è un vero colpo di mano del PD per scavalcare il lavoro della Commissione Giustizia, violando di fatto la volontà di milioni di italiani che chiedono una ponderata discussione su un tema così delicato".

"Finalmente il disegno di legge sulle unioni civili arriva nell'aula del Senato. E' un altro grande risultato di questa maggioranza. E' arrivato il momento che il Parlamento affronti questo tema, sia per adeguarsi al nuovo monito della Cassazione ma soprattutto per rispondere alle esigenze di migliaia di coppie. E' una proposta di legge per dare diritti, doveri e riconoscimenti a chi è unito da un legame affettivo e ha un rapporto di convivenza" dichiara la senatrice PD Maria Spilabotte. A Palazzo Madama si partirà dal testo redatto nella conferenza dei capigruppo, il ddl 2081, a prima firma di Monica Cirinnà e sottoscritto da 70 senatori. Ma "la presentazione di un nuovo testo Cirinnà 2 sulle unioni civili è un vero colpo di mano del PD per scavalcare il lavoro della Commissione Giustizia, violando di fatto la volontà di milioni di italiani che chiedono una ponderata discussione su un tema così delicato" denuncia Massimo Gandolfini, presidente del Comitato Difendiamo i nostri figli, opinione condivisa anche da parte dell'opposizione parlamentare.

Gandolfini sottolina inoltre come sia "iniquo che proprio da un partito che si definisce 'democratico' vengano violate le più elementari regole democratiche", evidenziando: "Il nuovo testo non fa che riprodurre tutte le ingiustizie del precedente: adozione e pensione di reversibilità per coppie di pari sesso. - e si aggiunge - Dietro la maschera della 'formazione speciale specifica' non c'è altro che il riconoscimento del matrimonio/famiglia fra persone di pari sesso". Il Comitato Difendiamo i nostri figli riporta poi alcuni recenti studi che dimostrerebbero che "i problemi emotivi (sono) maggiori per i bambini con genitori dello stesso sesso rispetto a quelli con genitori di sesso opposto, addirittura con una incidenza più che doppia" come sostiene il sociolo americano Paul Sullins sul British Journal of Education, Society & Behavioural Science. La ricerca evidenzia inoltre come i bambini cresciuti in famiglie omosessuali con genitori "sposati" mostrano "sintomi depressivi, crisi di panico, e pianto in misura ben maggiore" di quelli cresciuti con coppie gay semplicemente conviventi. Il Comitato Difendiamo i nostri figli precisa che le ragioni di questa disparità non sono chiare ipotizzando però che "forse il matrimonio dei partner dello stesso sesso leva ogni speranza ai bambini di trovare o ritrovare il genitore mancante".

Il Comitato Difendiamo i nostri figli denuncia quindi che "la legittimazione della cosiddetta 'omogenitorialità', compresa la forma derivata della 'stepchild adoption', costituisce una palese violazione dei diritti e della dignità del bambino (art. 7 Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia)" poiché "non solo contrasta con l'evidenza (nessuno è figlio di due padri o due madri) ma riduce lo strumento dell'adozione ad un metodo per dare bambini a chi non può averne, dimenticando che l'adozione serve invece a dare un padre e una madre sostitutivi a chi li ha perduti, nell'interesse supremo del bambino". Il Comitato Difendiamo i nostri figli annuncia quindi di stare organizzando una nuova grande manifestazione nazionale, come quella del 20 giugno a Roma, in cui verranno "indicate agli italiani con chiarezza quali sono le forze politiche che difendono concretamente le nostre famiglie, e quali invece le attaccano fin dalle radici, riempendosi la bocca solo di slogan bugiardi. - aggiungendo - Basti pensare alle centinaia di milioni di euro indirizzati alle unioni civili piuttosto che al milione e mezzo di famiglie italiane che vivono sotto la soglia di povertà". Gandolfini conclude anticipando che se sarà necessario "non si esclude il ricorso allo strumento della raccolta firme per un referendum abrogativo" invitando invece le forze politiche a fare una "buona legge che protegge bambini e famiglie, e riconosce diritti civili alle persone conviventi di pari sesso, evitando ingiuste confusioni".

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