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Tumori: effetto Cherenkov rende visibili raggi X, per colpire solo cellule malate

Uno studio condotto da un gruppo di ricerca dell'Università di Dartmouth, nel New Hampshire, sta sperimentando un nuovo tipo di cura per i tumori che potrebbe essere ribattezzato "Cherenkoscopia". I ricercatori tentano infatti di sfruttare l'effetto Cherenkov ai raggi X, in maniera tale da poter direzionare i fasci di radiazione solo sulle cellule tumorali.

Un gruppo di ricerca dell'Università di Dartmouth, nel New Hampshire, ha recentemente pubblicato uno studio, pubblicato sul Journal of Biomedical Optics, in cui viene studiata la possibilità di sfruttare l'effetto Cherenkov per migliorare le terapie in oncologia. Pavel Alekseyevich Cherenkov fu un fisico sovietico e premio Nobel nella prima metà del '900, perché "scopritore della radiazione elettromagnetica detta, dal suo cognome, radiazione di Cerenkov: essa si origina quando una particella carica attraversa un dielettrico (isolante elettrico, ndr) ad una velocità superiore a quella che la luce ha all'interno di quel dielettrico" come riporta Wikipedia. Se l'isolante elettrico è trasparente (liquido, vetro, plastica) la radiazione di Cherenkov può provocare fenomeni luminosi (effetto di Cherenkov). Caso tipico è infatti l'acqua diventa azzurrina intorno ai reattori nucleari detti "a piscina". La teoria di Albert Einstein sulla relatività ristretta, e cioè che niente può viaggiare a una velocità maggiore di quella della luce, si applica se le particelle si muovono nel vuoto. Pavel Cherenkov osservò invece il movimento delle particelle cariche mentre attraversavano un dielettrico, scoprendo appunto che "andavano più veloci della luce nello stesso mezzo", una scoperta che riabilitò anche il matematico, fisico e ingegnere britannico Oliver Heaviside che, come ricorda l'Inaf (Istituto nazionale di astrofisica), già nel 1888 ipotizzò "una deformazione del campo elettrico e magnetico attorno a una particella carica che si muovesse a una velocità superiore a quella della luce". Cherenkov capì infatti che ciò che osservò era dovuto ad "un'emissione di radiazione elettromagnetica". I ricercatori dell'Università di Dartmouth hanno quindi ipotizzato che la radiazione di Cherenkov potrebbe rendere visibili anche i raggi X. Se l'effetto Cherenkov fosse applicabile ai raggi X, infatti, in futuro si potrebbe direzionare fasci di radiazione solo sulle cellule tumorali, e non su quelle sane come avviene oggi. In questo caso, quindi, il dielettrico sarebbe il corpo umano. Lo studio sembra confermare la fattibilità della teoria, descrivendo un esperimento effettuato su un cane con un tumore alla cavità orale. I ricercatori sono riusciti infatti a "fotografare" l'emissione delle radiazioni grazie all'effetto Cherenkov. Se la sperimentazione umana avrà successo, questo nuovo tipo di cura per i tumori sarà quindi chiamata "Cherenkoscopia".

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