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Tumori e immigrati. AIOM: lavorare sulle "seconde generazioni"

I tumori segnano il futuro maggiormente degli immigrati, questo perché secondo l'"Associazione Italiana di Oncologia Medica" (AIOM) c'è meno infomazione, prevenzione e screening. "Dobbiamo insistere sulla prevenzione, in particolare attraverso il coinvolgimento delle 'seconde generazioni'" afferma il prof. Marco Venturini, presidente entrante AIOM.

Anche nei tumori gli immigrati sarebbero "svantaggiati". L'AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) lancia l'allarme: "Vediamo un aumento dei tumori più direttamente correlati a stili di vita errati (polmone, testa-collo, colon-retto, stomaco) ed al mancato accesso allo screening (collo dell'utero, seno e ancora colon retto) - spiega il presidente, prof. Carmelo Iacono -. Questo si traduce in diagnosi tardive, che giungono quando la neoplasia è in fasi più avanzate ed è quindi più grave. In questa popolazione vi è poi un'incidenza maggiore di cancro al fegato, che origina in gran parte dei casi da cirrosi dovute a forme di epatite B cronica ed è quindi più frequente in popolazioni che non hanno ricevuto la vaccinazione contro il virus, hanno vissuto in ambienti in cui questo prolifera o presentano altri fattori predisponenti (rapporti non protetti, abuso di alcol, ecc.)". L'AIOM ricorda che "Gli stranieri sono oggi 4.570.317, il 7,5% della popolazione" e per questo motivo ha attivato il "primo progetto nazionale multietnico" che è partito con una Giornata di studio a Bologna dal titolo "Problematiche oncologiche nei migranti: dall'emergenza alla gestione". L'AIOM quindi, punta sui giovani "minorenni stranieri" che sono "932.675, di cui 572.720 nati qui", si legge in un comunicato. Il prof. Marco Venturini, presidente entrante AIOM quindi afferma: "Dobbiamo insistere sulla prevenzione, in particolare attraverso il coinvolgimento delle 'seconde generazioni'. Si tratta di cittadini che parlano la nostra lingua, crescono in Italia, fanno da tramite per la traduzione, la comunicazione, l'informazione ai genitori e rappresentano una risorsa insostituibile come fautori del cambiamento culturale all'interno del nucleo familiare".

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