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Tumori e diabete: una proteina combatte le cellule maligne

Uno studio ha osservato che una proteina, la perforina, è l'arma "del nostro corpo che fa pulizia" e ora che è evidente il suo funzionamento si può "cominciare a vedere come si può combattere il cancro, la malaria o il diabete".

Potrebbe essere una proteina, la perforina, l'arma futura per combattere malattie come cancro ma anche malaria, diabete e tutti quei disturbi che sovente hanno i pazienti che hanno effettuato un trapianto, a causa del cosiddetto "rigetto" dell'organo.
Le prime osservazioni della perforina nascono dagli studi condotti da Jules Bordet, premio Nobel per la medicina nel 1919, che scoprì che "per la lisi (distruzione) di un batterio da parte dell'organismo che lo ospita sono necessarie una sostanza specifica e relativamente stabile (l'anticorpo) e una sostanza non specifica, instabile al calore (oggi detta complemento)", come si legge anche su Wikipedia.
La perforina è infatti una proteina citolitica che se purificata è in grado di indurre la lisi delle cellule anche se solo ad alte dosi, ed è presente nei granuli dei linfociti T citotossici e cellule Natural Killer.
Lo studio pubblicato nell'ultimo numero della rivista "Nature", dopo 10 anni di ricerche, da un gruppo di scienziati australiani e britannici spiega che è stato possibile osservare per la prima volta il funzionamento della proteina ed è stata descritta la sua struttura molecolare.
"La perforina è l'arma del nostro corpo che fa pulizia - spiega il coordinatore del progetto James Whisstock, dell'Università di Monash a Melbourne - Adesso che sappiamo qual è il suo funzionamento, possiamo cominciare a vedere come si può combattere il cancro, la malaria o il diabete", conclude. La ricerca, che ha quindi evidenziato come la perforina sia in grado di colpire le cellule maligne o infettate, da adesso si concentrerà per cercare di capire come sfruttarla curare, tra le altre malattia, anche il cancro.

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