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Tumori, Assobiotec: ok proposta a farmaci innovativi subito a Regioni

I farmaci innovativi oncologici spesso arrivano nei Prontuari terapeutici dopo anni dalla loro autorizzazione. Aiom e Fava propongono di inserire un emendamento nel decreto "milleproroghe" affinché siano disponibili in tutte le Regioni subito dopo l'approvazione dell'AIFA.

I cosiddetti farmaci innovativi oncologici spesso arrivano nei Prontuari terapeutici ospedalieri regionali dopo anni dalla loro autorizzazione, in più con varie differenze a seconda delle regioni. A denunciarlo è l'Aiom (Associazione Italiana di Oncologica Medica) e la Favo (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia), in occasione del XII Congresso dell'Aiom.
Aiom e Favo così propongono di inserire un emendamento nel decreto "milleproroghe" affinché i farmaci oncologici innovativi possano finalmente essere immediatamente disponibili in tutte le regioni subito dopo l'approvazione dell'EMA e dell'AIFA.
"Si tratta di farmaci salva-vita che costituiscono livello essenziale di assistenza di rilevanza nazionale, a tutela del diritto di malati dei tumore a un trattamento terapeutico uniforme su tutto il territorio - spiega Carmelo Iacono, presidente dell'Aiom - Come tutti i medicinali, anche questi subiscono una rigorosa verifica e autorizzazione da parte degli enti regolatori europei e italiani. In particolare, all'AIFA sono rappresentate anche le Regioni. Risulta quindi superfluo e inopportuno un ulteriore passaggio a livello locale", conclude.
In realtà la proposta è già stata presentata al Ministro delle Salute Ferruccio Fazio da più di un anno, ma la Conferenza Stato-Regioni non ha ancora affrontato la problematica.
"Condividiamo pienamente la posizione di Aiom e Fava" perché "i farmaci innovativi devono infatti essere garantiti a tutti i cittadini, che hanno il pieno diritto di usufruire di quanto la ricerca biotech mette a disposizione", sottolinea Alessandro Sidoli, Presidente di Assobiotec - l'Associazione nazionale per lo Sviluppo delle Biotecnologie, che fa parte di Federchimica. "C'è bisogno però - conclude Sidoli - che la definizione di 'farmaco innovativo' venga completata con l'aggiunta di farmaci orfani e farmaci sottoposti a registro".

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