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Odore: naso elettronico fiuta cuore stanco. Cani il tumore al polmone

Un "naso elettronico" sperimentale sente dall'odore della pelle il "cuore stanco" ovvero la "Congestive Heart Failure", lo "scompenso cardiaco cronico". Ma il sottile fiuto canino in un'altra ricerca è capace attraverso i "composti organici volatili" del fiato di scovare il tumore ai polmoni, precocemente.

Buone nuove dalla ricerca sul cuore da Parigi, dove si è aperto da pochi giorni il Congresso europeo di Cardiologia. Dalla capitale francese una manciata di giorni fa una notizia aveva allietato il cuore di molte persone, e cioè il fatto, ormai scientifico, che ridere faccia favvero bene a tutto il sistema cardiocircolatorio, con un effetto paragonabile alle "statine" dei farmaci anticolesterolo (leggi http://is.gd/zrNV2M). Ora dal congresso della Società europea di cardiologia arriva la notizia di un nuovo apparecchio, una sorta di "naso elettronico" ideato da una equipe della clinica universitaria di Jena, in Germania. I ricercatori tedeschi hanno costruito un sensore particolare che, messo a contatto con il braccio del paziente, raccoglie delle molecole "gassose" prodotte dalla normale traspirazione corporea. Sostanzialmente il "naso elettronico" raccoglie su una superficie di ossido di metallo gli "odori" della persona, valutandone, con diverse tecniche, la differenza di potenziale elettrico e quindi di conducibilità. Queste "molecole gassose" una volta analizzate dal "trasduttore di odori" possono poi essere correlate a delle disfunzioni patologiche, anche croniche, naturalmente. Negli esperimenti di Vasileios Kechagias, il ricercatore costruttore dell'apparecchio, questo "naso elettronico" potrebbe essere un valido rivelatore per la CHF (Congestive Heart Failure), ovvero lo "scompenso cardiaco cronico" che colpirebbe nella popolazione "occidentale" di età superiore ai 65 anni circa il 6-10 per cento delle persone. L'obiettivo del ricercatore è "stabilire il metodo meno invasivo possibile per fare uno screening rapido sulle persone con scompenso cardiaco cronico". Il rapporto tra "odore" e patologie è ben conosciuto nelle medicine "alternative" e in quelle "tradizionali" soprattutto orientali, tanto che ci sono "nasi" ben addestrati, in diverse culture e tradizioni (anche italiane) per determinare alcune patologie. Forse una tradizionale "odorata" sopravvissuta alla "delega totale" nei confronti della medicina allopatica, è quella che si dà al fiato dei bambini per scoprire se hanno l'"acetone" (per poi ovviamente portarli dal pediatra). Ma per la verità la medicina "classica" sta riscoprendo gradualmente il valore dell'"odore" dei suoi pazienti, anche con metodi certamente più economici e più empatici rispetto ad un sensore elettronico. Una notizia di questi giorni è infatti la capacità dei cani di "fiutare" i pazienti con un tumore al polmone prima di qualsiasi esame radiologico o del sangue. Sono stati proprio dei ricercatori tedeschi, quelli del Schillerhoehe Hospital di Gerlingen a proporre sulla prestigiosa European Respiratory Journal di usare i cani per fiutare i tumori al polmone grazie ai "VOC" ovvero la presenza di "composti organici volatili" tipici della malattia. I cani, opportunamente addestrati, proprio come quelli antidroga, sono capaci di essere dei rivelatori infallibili, anche in presenza di altre patologie o odori forti e persistenti. A questo proposito l'autore della ricerca Thorsten Walles spiega le virtù dei cani antitumore che possono, grazie al loro sottile olfatto, "distinguere le differenze in una fase precoce della malattia".

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