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TBC Gemelli: Ministero apre servizio "TBC - L'esperto risponde"

Tante le domande, tanti i dubbi sulla tubercolosi. Il Ministero della Salute in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità ha aperto il servizio "TBC - L'esperto risponde" in cui i genitori dei bambini coinvolti nella vicenda del Policlinico Gemelli possono avere delle risposte puntuali.

Il Ministero della Salute apre una sezione del suo sito a disposizione dei genitori dei bambini coinvolti nella vicenda del Policlinico Gemelli. Al Question time alla Camera dei deputati il Ministro Ferruccio Fazio rassicurava il 7 settembre: "Ritengo di poter realmente rassicurare i genitori e le famiglie sul fatto che i bambini coinvolti e già sottoposti a profilassi non avranno conseguenze da questo evento. Credo sia forse la cosa principale da sottolineare", ribadendo che la positività al test non significa malattia. Il servizio "TBC - L'esperto risponde", è realizzato in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità, tanto che alle domande risponde dott. Gianni Rezza, Capo Dipartimento di Malattie Infettive, Parassitarie ed Immunomediate dell'ISS. Il servizio è molto semplice: basta inviare una email (questa è la pagina con la "form" http://is.gd/VwfpJW) e si avrà una risposta. Ma prima è consigliato leggere la pagine delle "domande frequenti", arrivate a 29 e tutte corredate da una risposta (salute.gov.it/malattieInfettive/faqTBCfamiglie.html), interessanti da leggere anche per chi non è direttamente coinvolto nella vicenda. Si verrà così a conoscenza di termini come "isoniazide", test IGRA (QuantiferonTB Gold In Tube), test cutaneo alla tubercolina (cosiddetta Mantoux), RIFADIN e NICOZID. Termini fino ad ora estranei al bagaglio culturale della stragrande maggioranza dei genitori italiani. La domanda più frequentemente posta dai genitori dei bambini del Gemelli pare essere questa questa: "Per la sicurezza futura dei nostri figli, per quale motivo i test sui neonati non sono continuati per i nati prima di gennaio 2011 e dopo luglio 2011 visto che sono risultati positivi dei bimbi nati al di fuori di questo range? Non sarebbe più sicuro estendere i controlli al fine di evitare possibili epidemie?". Ecco la risposta: "La scelta è stata fatta in base alla data di insorgenza dei sintomi nell'infermiera (aprile 2011). Si è deciso di andare indietro di 3 mesi (gennaio) perché è improbabile che fosse contagiosa prima di quella data, come indicato dalle Linee guida italiane e da quelle di altri Paesi. Inoltre, eventuali positività riscontrate in bambini nati nel 2010 potrebbero non essere necessariamente associate a un'esposizione nel reparto di neonatologia".

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