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Vigili urbani Roma indagati, presunte mazzette. Alemanno in Procura

La Procura di Roma ha indagato 5 vigili urbani della Capitale per presunte mazzette. Si cerca di capire se tale giro di tangenti possa essere più esteso. Incontro tra il pm Giancarlo Capaldo e il sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, dopo l'incontro con il procuratore Giancarlo Capaldo che si sta occupando dell'indagine relativa a presunte mazzette prese da 5 vigili urbani ai danni di un commerciante romano del Centro storico (Trastevere), spiega che "quello che adesso devo essere sviluppato con la massima forza è una reazione a qualsiasi situazione che possa essere non chiara, quindi insieme con la stragrande maggioranza del corpo della polizia municipale, che è fatta da persone pulite e a posto, bisogna combattere contro qualsiasi forma di non trasparenza e non correttezza come quella che è stata evidenziata da questa indagine".
La Procura di Roma vuole infatti anche verificare se queste richieste di presunte tangenti non siano invece un vero e proprio "modo di operare". Gli inquirenti, infatti, vogliono appurare se anche altri commercianti, o proprietari di appartamenti, sarebbero state vittime di questa presunta richiesta di mazzette per evitare di essere denunciati, per esempio, per abusi edilizi. La Procura di Roma indaga quindi non solo per comprendere le posizioni dei 5 indagati, ma anche per capire se altri vigili urbani potrebbero essere coinvolti in questo giro. Se infatti l'inchiesta dovesse allargarsi, fanno notare già più quotidiani, potrebbe "spuntare l'ombra del racket" (Il Messaggero http://is.gd/jAR32i).
La Procura di Roma, infatti, sembra voler approfondire il trasferimento di una trentina di vigili urbani, pare appartenenti allo stesso gruppo dei 5 indagati.
Come riporta repubblica.it (http://is.gd/fdr6wh), sembra infatti che "dei circa 5.000 commercianti taglieggiati in tutta la città una percentuale riceve estorsioni anche dai vigili", come racconta Bianca La Rocca, capo ufficio stampa di Sos Impresa, associazione che si occupa di legalità legata alla Confesercenti. "Arrivano, contestano un'irregolarità più o meno reale e poi, per chiudere un occhio, chiedono all'esercente di pagare tra i 500 e i 1.000 euro. Il prezzo o tariffario varia a seconda della contestazione effettuata - continua Sos Impresa - se poi si tratta di ambulanti irregolari la situazione e le richieste di denaro sono anche più alte".
Il problema, fa notare sempre Bianca La Rocca, e che spesso gli associati di Sos Impresa raccontano tali episodi ma "non finisce mai con una denuncia".

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