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Panettoni artigianali e pandoro: occhio a sosia "poveri" d'ingredienti

Panettoni artigianali e pandoro farcito, sono questi i tipici dolci del Natale anche se troppo spesso sugli scaffali del supermercato vengono affiancati dai "sosia 'poveri' ", come avverte Giovanni D'Agata (IdV).

Tra pochi giorni sarà Natale e come ogni anno in questo periodo gli scaffali dei supermercati si riempiono dei tipiti dolci tradizionali dele feste, come il torrone, il panforte, i datteri. Ma il dolce per antonomasia che accompagna le festività natalizie è sicuramente il panettone e il pandoro.
"L'imbarazzo della scelta la fà da padrone e pertanto siamo molto spesso costretti a stare attenti a ciò che ci propina il mercato alimentare" avverte in una nota Giovanni D'Agata, del Dipartimento Tematico Nazionale "Tutela del consumatore" di Italia dei Valori e fondatore dello "Sportello dei Diritti".
Giovanni D'Agata fa "il punto della situazione sui panettoni e pandori farciti per i quali molto spesso non si guarda la differenza, ma che stando alla legge italiana e soprattutto al palato ed alla salute sarebbero alquanto diversi se non preparati secondo la tradizione" spiega il comunicato.
D'Agata ricorda come per esempio una circolare del Ministero dello Sviluppo economico dell'anno scorso (n. 7021 del 3.12.09) sottolineava come "le modalità di presentazione dei prodotti di imitazione" fossero spesso "ingannevoli e potenziale fonte di concorrenza sleale" visto che spesso alcuni prodotti "richiamano in maniera inequivocabile i lievitati classici di ricorrenza (forma del prodotto, forma della confezione, immagine) e che si distinguono da essi solo per il fatto di utilizzare, in maniera poco evidente (fondo della scatola, caratteri piccoli, ecc) denominazioni alternative".
"Accade non di rado - continua Giovanni D'Agata - di trovare esposti in bella mostra sullo stesso ripiano del supermarket gli uni accanto agli atri panettoni e pandori 'veri' e sosia 'poveri' che spesso finiscono con l'ingannare i consumatori i quali sono spesso indotti in errore dal posizionamento delle due categorie di prodotti".
D'Agata ricorda che "i titolari dei supermercati" dovrebbero "diversificare la vendita dei due diversi tipi di prodotto anche perché è lo stesso Ministero a vietare ogni tipo di pubblicità o forma di presentazione ingannevole".
Giovanni D'Agata ricorda quindi che per essere chiamato panettone o pandoro, farcito o meno, l'impasto deve essere a lievitazione naturale e ci deve essere l'utilizzo di farina, burro, uvetta, uova fresche e canditi e per questo invita tutti i consumatori "a guardare con prudenza le confezioni prima di ogni acquisto e vigilare e segnalare tutte le potenziali fonti di inganno o di concorrenza sleale alle autorità di controllo per evitare che gran parte degli acquirenti continui a cascarci".

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