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Fisioterapisti abusivi, doppio di quelli veri. Ecco le 4 regole d'oro

L'Italia è un Paese di abusivi e non potevano mancare i fisioterapisti "finti", ben il doppio di quelli veri. Un vero e proprio scandalo che denuncia l'AIFI che fornisce le 4 regole per "avere una ragionevole certezza di essere in buone mani, e non in senso metaforico".

Come dicevano Elio e le Storie Tese al Festival di Sanremo del 1996 l'Italia è la "Terra dei cachi" dove fioriscono "parcheggi abusivi, applausi abusivi, villette abusive" e non potevano mancare anche i fisioterapisti abusivi.
E quando sentite "sono andata dal fisoterapista" pensate se la vostra amica è andata da uno dei "veri" (che sono 50mila) oppure da uno degli "abusivi" (che sono 100mila). Ma l'Italia non ci sta; figurarsi l'AIFI (ovvero l'Associazione Italiana Fisioterapisti).
L'AIFI, dopo un servizio del TG1 trasmesso il 21 febbraio (che si intitolava "Falso fisioterapista e ignoto al fisco" - http://is.gd/B0uIA5), ha diffuso un comunicato stampa dove non solo condanna questa vergogna nazionale (sul sito dell'associazione il comunicato stampa è sotto il titolo "abusivi e vigliacchi") ma fornisce quattro regole d'oro per i pazienti.
Si legge nel comunicato che "Antonio Bortone, presidente dell'AIFI, Associazione di Fisioterapisti accreditati presso il Ministero della Salute, lancia un appello a tutti i cittadini italiani, ma anche agli specialisti ortopedici e ai medici di medicina generale che spesso prescrivono o consigliano sedute fisioterapiche".
Antonio Bortone raccomanda: "Chiediamo ai nostri colleghi medici di tenere sempre in allerta il paziente su questo rischio, di consigliare direttamente il nome di un fisioterapista vero, abilitato, serio. Di essere i primi loro ad informarsi sugli operatori presenti sul territorio, di contattarci in caso di dubbi".
Ed ecco le quattro regole fondamentali "che possono aiutare i cittadini ad avere una ragionevole certezza di essere in buone mani, e non in senso metaforico: 1) Verificare che il titolo di laurea sia stato rilasciato dall'Università Italiana e, in caso di titolo estero, che abbia ottenuto il riconoscimento dal Ministero della Salute; 2) Verificare l'iscrizione ad una delle associazioni rappresentative dei fisioterapisti, definite per decreto ministeriale; 3) Verificare se, durante la visita fisioterapica, è richiesta la visione della documentazione clinica esistente; 4) chiedere sempre il rilascio della corrispondente ricevuta fiscale, in caso di libero professionista".

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