le notizie che fanno testo, dal 2010

Carne di cavallo non solo in lasagne. Crollano acquisti ragù pronto

Il consumatore non si fida più delle diciture in etichetta e pensa, dopo lo scandalo che ha coinvolto l'Europa, che dietro (o meglio "dentro") la carne bovina sia nascosta almeno "un po'" di carne di cavallo. Coldiretti: "6 italiani su 10 che non si fidano più del cibo che portano in tavola"

Lo scandalo della carne di cavallo spacciata, in tutto o in parte, come carne bovina ha portato gli italiani a non fidarsi più dei cibi "già pronti" a base di carne. E' la Coldiretti a sottolineare il problema: "Lo scandalo della carne di cavallo spacciata per bovina ha fatto crollare gli acquisti di ragù e piatti pronti a base di carne anche del 30 per cento nel mese successivo ai primi ritiri e sequestri avvenuti in Italia a metà febbraio, con 6 italiani su 10 che non si fidano più del cibo che portano in tavola". La Coldiretti commenta i dati del Ministero della Salute che pubblica un report sugli esami effettuati attraverso i Carabinieri del Nas e la rete del Servizio sanitario nazionale sui prodotti a base di carne in vendita. Il Ministero comunica infatti che: "dando seguito alla Raccomandazione europea del 19 febbraio 2013, che assegnava all'Italia 200 controlli da effettuare, sono stati prelevati in totale 361 campioni di prodotti commercializzati o etichettati come contenenti carni bovine (es. carni macinate, prodotti a base di carne, preparazioni di carne), e in 14 di essi (3,87 per cento) è stata riscontrata la presenza di carne equina non dichiarata in etichetta (positività)". Ma la diffidenza dei cittadini verso i "piatti pronti" a base di carne non è stata di certo la reazione verso questo ultimo scandalo. "La diffidenza dei cittadini è stata alimentata - osserva la Coldiretti - dall'escalation che si è verificata negli ultimi tempi in cui in media c'è stato uno scandalo alimentare all'anno, dalla mucca pazza all'aviaria, dal latte cinese alla melamina a quello tedesco alla diossina, dalla mozzarella blu al batterio killer nei germogli di soia fino alla carne di cavallo". Anche Federconsumatori commenta i risultati dell'indagine del Ministero della Salute affermando che "Questa vicenda si configura come una vera e propria truffa ai danni delle famiglie e va a sommarsi agli scandali scoppiati nelle scorse settimane, facendo crescere l'allarme e la preoccupazione per la salute dei cittadini". Federconsumatori chiede quindi una più rigida regolamentazione del settore che comprenda "l'obbligo di indicare l'origine dei prodotti e di tutte le loro componenti; l'intensificazione dei sistemi di vigilanza: la frequenza con cui episodi di questo tipo continuano a verificarsi dimostra che gli strumenti di controllo non sono ancora adeguati alla vastità del fenomeno, quindi è necessario adottare nuovi e più efficaci metodi, considerando anche che in questi anni le dimensioni del mercato sono diventate sempre più globali; pene severe per chi non rispetta le leggi in materia di sicurezza alimentare: non solo quindi blande sanzioni amministrative, ma sospensioni delle licenze e pene detentive".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: