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Trenord, class action in arrivo: "conservate abbonamenti e biglietti"

Adusbef e Federconsumatori, Codacons e i "social network" pensano a delle "class action" nei confronti di Trenord. I disservizi dei treni, per l'azienda dovuti a un disservizio di un nuovo "sistema informatico" hanno creato "ritardi, soppressioni, code, disagi" ai pendolari. E ancora non sono terminati.

Come nei migliori racconti di fantascienza dove le macchine impazziscono, in primis quelli surreali di Robert Sheckley, ecco che il nord italia è rimasto "paralizzato" nelle sue rotaie a causa di un "software malfunzionante" di Trenord. Il risultato è surreale quanto drammatico, come testimoniano i pendolari che aspettano sulle banchine, che raccontano di una "situazione insostenibile" che si trascina ormai da giorni, con mezzi che "non passano", tabelloni "impazziti" e convogli che, quando arrivano, sono strapieni. Trenord per bocca del suo amministratore delegato Giuseppe Biesuz (oggi dimissionario, come riferisce la stessa società, e agli arresti domiciliari da martedì scorso ), spiegava il 10 dicembre in una nota le motivazioni del problema: "La causa è stata individuata nel malfunzionamento del nuovo sistema informatizzato di programmazione e gestione dei turni del personale, entrato in funzione proprio ieri, in concomitanza con l'entrata in vigore del nuovo orario invernale, che prevede l'introduzione di circa 140 tra nuove corse e prolungamenti di linea, e della nuova turnazione introdotta con il contratto aziendale efficace dallo scorso primo dicembre". Trenord assicurava che "i tecnici informatici sono al lavoro ininterrottamente da ieri sera e si conta il ripristino della normalità nella giornata di domani (cioè l'11 dicembre)".

Ma come sanno bene i pendolari la situazione non è migliorata tanto che ancora oggi (12 dicembre, alle 19), sul sito ufficiale Trenord si legge in Home Page: "SERVIZIO FERROVIARIO DISAGI POSSIBILI PER TUTTA LA GIORNATA permangono ancora problemi al software e pertanto la società non può escludere il verificarsi di ulteriori ritardi e soppressioni". Sembra comunque ovvio che, al terzo giorno, la misura è colma, e non solo per le reazioni inferocite dei pendolari verso Trenord, ma anche per la reazione "compatta" delle associazioni dei consumatori. La "parola chiave" che riunisce le future azioni delle associazioni a tutela dei consumatori è quindi senz'altro una: class action. Adusbef e Federconsumatori, hanno ad esempio invitato la società a ripristinare il prima possibile il servizio, chiedendo a Trenord "l'immediato risarcimento dei danni patiti dai cittadini". "Da due giorni i treni lombardi sono in tilt a causa dell'adozione di un nuovo software 'introdotto per governare in automatico i movimenti dei locomotori e la gestione del personale' - scrive Federconsumatori - . Il risultato è la paralisi dei trasporti ferroviari: ritardi e cancellazioni che stanno causando disagi a non finire per gli oltre 2 milioni di pendolari che quotidianamente viaggiano sulla tratta interessata. Per non parlare della grave carenza di informazioni, che sembra esser diventata un'abitudine consolidata da parte delle ferrovie". Adusbef e Federconsumatori affermano inoltre di aver "dato mandato ai nostri legali di studiare l'avvio di una class action contro la condotta irresponsabile di Trenord che, non lo dimentichiamo, nasce 'dall'alleanza paritetica tra Trenitalia e Gruppo FNM'".

Anche il Codacons prende immediatamente posizione sulla vicenda e annuncia in un comunicato di voler procedere "con una class action contro l'azienda di trasporti per ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti dai pendolari rimasti coinvolti in questi giorni nel caos che si è verificato: ritardi, soppressioni, code, disagi". "E' una vergogna!", afferma il presidente del Codacons, l'avvocato Marco Maria Donzelli. "Non sappiamo se quello che si è verificato è colpa di un software pagato a caro prezzo, se dipende dal fatto che non è stato testato, come dovrebbe normalmente avvenire, o da quali altri motivi. Quello che è certo è che un intero sistema di trasporti regionale non può andare in tilt in questo modo e per così tanti giorni. Da qui la decisione di procedere con un'azione legale collettiva" ha spiegato Donzelli. Il Codacons invita, quindi, i consumatori "a conservare non solo gli abbonamenti mensili e annuali, ma anche il settimanale, il carnet ed i biglietti giornalieri e di contattare nei prossimi giorni la sede del Codacons di Milano". E intanto anche i social network si "organizzano". Su Twitter è attivo "Trenord Victims" con un "claim" emblematico: "È giunta l'ora che le vittime di Trenord si facciano sentire! Non è possibile un comportamento del genere da parte di Trenord!".

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