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Treni FS: "affrettati lentamente", i ritardi sono un business?

Assoutenti vuole andare "fino in fondo" alla questione che "incentiverebbe i treni locali a rallentare invece che a migliorare le loro performance: ogni minuto in più può costare alle casse regionali un aggravio di spesa al minimo di 80mila euro all'anno per ogni linea ferroviaria".

"Affrettati lentamente" era un antico detto greco come inno al guerriero prudente (speude bradeos) meglio conosciuto in tempi moderni nella sua versione latina "festina lente", attribuita da Svetonio all'imperatore Augusto, che pare ne facesse un suo motto.
"Affrettati lentamente" (o più volgarmente "affrettati piano") è infatti una massima di saggezza antica (ripresa non a caso dal geniale Aldo Manuzio) ma oggi, o tempora o mores, potrebbe essere anche il motto che riassume l'indagine che Assoutenti sta preparando per quanto riguarda "i treni 'rallentati' da FS" come si legge in una nota dell'associazione dei consumatori.
"L'Assoutenti vuole andare al fondo della questione emersa nei giorni scorsi relativa ai maggiori costi imposti alle Regioni da FS attraverso i rallentamenti delle percorrenze dei treni regionali - scrive l'organizzazione - Infatti FS riceve il compenso dalle Regioni proprio in funzione dei tempi di percorrenza e non delle distanze percorse dai treni. Dunque allungare i tempi senza reali motivazioni di servizio (sicurezza, stazioni in più etc.) è un danno per i viaggiatori, un costo per le regioni e un vantaggio SOLO per FS".
Il problema ha anche sollevato una interrogazione parlamentare di Ermete Realacci dove "è stata segnalata la conseguenza perversa di artificiosi rallentamenti dei treni che in diverse parti d'Italia si sono verificati".
Continua Assoutenti nella nota a spiegare i fatti: "Il meccanismo di pagamento imposto da FS alle Regioni, essendo basato non sulla lunghezza del percorso ma sulla sua durata, incentiverebbe i treni locali a rallentare invece che a migliorare le loro performance: ogni minuto in più può costare alle casse regionali un aggravio di spesa al minimo di 80mila euro all'anno per ogni linea ferroviaria. E gli utenti devono sopportare i conseguenti aumenti di tariffe e abbonamento e un peggioramento del servizio".
Per questo motivo Assoutenti "sta quindi accertando ulteriormente i fatti per capire se vi siano responsabilità di FS e gli estremi per un ricorso all'Antitrust per abuso di posizione dominante da parte dell'azienda per aver introdotto, avvalendosi della sua posizione di monopolista di fatto del trasporto ferroviario regionale, modalità contrattuali di esercizio costruite unilateralmente e artificiosamente per risultare più onerose del dovuto per la Regione committente".

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