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Scontro treni Puglia: colpa anche della corruzione, dice Cantone

Ci sono i primi tre indagati nell'inchiesta sullo scontro dei due treni in Puglia, tra Andria e Corato, che ha causato la morte di 23 persone e una cinquantina di feriti. Si tratta dei due capistazione di Andria e Corato (Vito Piccarreta e Alessio Porcelli) e di un ferroviere, il responsabile movimento della stazione di Andria. Ma la colpa dello scontro dei due treni è da ricercare anche nella corruzione, dice Raffaele Cantone.

Ci sono i primi tre indagati nell'inchiesta sullo scontro dei due treni in Puglia, tra Andria e Corato, che ha causato la morte di 23 persone e una cinquantina di feriti. Si tratta di due capistazione (sospesi dal servizio) e di un ferroviere, il responsabile movimento della stazione di Andria. Vito Piccarreta è il capostazione di Andria, che ha alzato la paletta anche se in direzione opposta stava arrivando un altro treno, e Alessio Porcelli, di Corato. La mattina del disastro ferroviario su quel binario unico che collega Andria e Corato si erano accumulati dei ritardi, e per questo motivo sulla Ferrovia Bari Nord c'era un treno supplemetare: erano quindi tre invece che due i treni regionali partiti a pochi minuti di distanza l'uno dall'altra. In sostanza, alla stazione di Andria sarebbe arrivato un primo treno e ciò avrebbe potuto trarre in errore il capostazione Vito Piccarreta che ha quindi pensato che il binario fosse libero. In realtà, stava sopraggiugendo il secondo treno partito da Corato a pochi minuti di distanza dal primo.

All'errore di Piccarreta però non avrebbero ovviato i colleghi di Corato, che non sarebbero infatti intervenuti dopo aver appreso che il treno era partito da Andria anche se il binario era ancora occupato. La Procura di Trani però assicura che non si fermerà a questo errore di comunicazione tra i capistazione in servizio ad Andria e Corato, tanto che l'inchiesta sullo scontro dei due treni si compone di ben tre filoni. Il primo punta ad accertare la dinamica degli eventi. Il secondo è diretto a capire perché i sistemi automatici di sicurezza non fossero attivi sulla linea Andria-Corato, mentre il terzo filone seguirà il percorso di quei fondi europei che dovevano servire per raddoppiare i binari lungo questa tratta.

Ed infatti il presidente dell'Anticorruzione Raffaele Cantone afferma che il disastro ferroviario in Puglia "evidenzia purtroppo un oggettivo collegamento con la corruzione".
In occasione della presentazione della relazione annuale Cantone ha infatti dichiarato: "Questo incidente, su cui dovrà fare chiarezza la magistratura, è frutto probabilmente di un errore umano, ma anche conseguenza di un problema atavico del nostro Paese di mettere in campo infrastrutture adeguate. E una delle ragioni di ciò è da individuarsi nella corruzione".

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