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San Gottardo: tunnel che unisce Mediterraneo e Mare del Nord

Capolavoro ingegneristico del 21esimo secolo presenta una deviazione minima di 8 centimetri in orizzontale e 1 in verticale. Cade il diaframma tra il Mediterraneo e il Mare del Nord e inizia una nuova epoca nel trasporto ferroviario.

Ieri, dopo 11 anni di lavoro tra la commozione degli operai è stato abbattuto da "Sissi", l'affettuoso nome della gigantesca talpa meccanica, l'ultimo diaframma che occludeva il tunnel che ora unisce, non solo idealmente, il mare del Nord al Mediterraneo. Il tunnel San Gottardo, scavato sotto le Alpi svizzere ora è concluso e rappresenta un'opera ingegneristica storica.
Alla caduta del diaframma c'è stato non solo il boato delle rocce che cadevano ma anche un sussulto dei cuori di 3500 minatori e ingegneri, geologi, geometri, progettisti che hanno festeggiato un capolavoro della tecnica dalla precisione disarmante. Difatti presenta una deviazione minima di 8 centimetri in orizzontale e 1 in verticale.
Il ricordo commosso è andato anche agli otto compagni caduti sul lavoro (due erano italiani) che tutti i minatori hanno applaudito.
La storia ricorderà che "il 15 ottobre 2010, a 30 chilometri dal portale sud e a 27 dal portale nord è caduto il primo diaframma principale nel tubo est della galleria di base del San Gottardo: alle 14.30 circa la fresatrice ha perforato gli ultimi metri di roccia avanzando da Faido verso Sedrun" come si legge in una nota.
E' il tunnel ferroviario più lungo del mondo con i suoi 57 kilometri (batte la galleria giapponese di Seikan di 3 Km), e costerà, una volta finito, circa 14 miliardi di euro.
Il tunnel permetterà, grazie alla sua struttura pianeggiante (è scavato a 550 metri sul livello del mare), di utilizzare meno energia e carichi più pesanti nel trasporto ferroviario. La galleria verrà messa in esercizio presumibilmente entro la fine del 2017.
La nuova ferrovia del San Gottardo porterà un notevole miglioramento nei trasporti e nei viaggi in un' Europa sempre più unita.

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