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Ferrovieri aggrediti con machete, FS: senza controlli stop treni in alcuni orari

Le Ferrovie dello Stato Italiane condannano fermamente l'aggressione dei due capitreno di Trenord e chiedono "l'intervento delle Istituzioni e una maggiore presenza delle forze dell'ordine" avvertendo che senza i "requisiti minimi di sicurezza" ci sarebbe "difficoltà a garantire il servizio in alcuni orari".

"Le Ferrovie dello Stato Italiane condannano fermamente l'aggressione dei due capitreno di Trenord cui va la solidarietà dell'amministratore delegato Michele Elia e di tutti i colleghi del Gruppo FS" si legge in una nota del gruppo, commentando il grave fatto di sangue avvenuto sul treno S14 che proveniva da Expo verso Milano, nei pressi della stazione Villapizzone, periferia Nordovest della capitale lombarda. Un ragazzo che faceva parte di un gruppo di sudamericani, infatti, ha colpito violentemente con un machete che si portava nello zaino un controllore. Ferito anche un secondo ferroviere fuori servizio corso in aiuto del collega. Le Ferrovie dello Stato denunciano quindi come questo sia "l'ennesimo episodio, questa volta particolarmente grave per la violenza con cui sono stati aggrediti i due lavoratori uno dei quali versa in condizioni molto preoccupanti. - affermando - Il personale in servizio sui treni è ormai trasformato in vittima inerme di questi atti di violenza". Le Ferrovie dello Stato chiedono quindi "l'intervento delle Istituzioni e una maggiore presenza delle forze dell'ordine per arginare un problema grave che riguarda la sicurezza delle migliaia di viaggiatori che ogni giorno si servono del treno per i loro spostamenti e per il personale in servizio" anticipando che "metteranno in atto, con la collaborazione delle organizzazioni sindacali, tutte le azioni possibili per arginare e contrastare il fenomeno a tutela della sicurezza dei dipendenti e dei viaggiatori". FS Italiane avvisa quindi che "qualora si constatasse l'assenza dei requisiti minimi di sicurezza" ci sarebbe "difficoltà a garantire il servizio in alcuni orari" perché "l'incolumità dei clienti e dei dipendenti, che ogni giorno lavorano sugli oltre 6mila convogli in tutto il territorio nazionale, non può essere messa a repentaglio".

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