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Trapianto trachea artificiale: Paolo Macchiarini opererà bimba 9 mesi

E' stata l'equipe del chirurgo Paolo Macchiarini, "cervello" italiano fuggito all'estero, ad aver effettuato il primo trapianto al mondo di trachea artificiale. La prima operazione è riuscita, ora è il turno di una bimba di 9 mesi.

E' stata l'equipe del chirurgo Paolo Macchiarini, che dopo la laurea in Italia ha continuato la sua carriera all'estero, ad eseguire il primo trapianto al mondo di una trachea "creata" artificialmente. Al paziente, Andemariam Teklesenbet Beyene dell'Eritrea che risiede in Irlanda, i medici gli avevano diagnosticato una morte sicura a causa di un tumore alla trachea, ma Paolo Macchiarini (che è stato il primo al mondo ad eseguire un trapianto di trachea) ha accettato il caso, tentando di salvare la vita dell'uomo trapiantando, appunto, un organo totamente sintetico. "L'organo - ha spiegato il chirurgo Paolo Macchiarini - è stato interamente ricostruito in laboratorio utilizzando materiali frutto di nanotecnologie (polimeri sintetici ultrapiccoli) e cellule staminali che hanno riprodotto i tessuti di rivestimento della trachea". Da una parte il team di chirurghi guidati da Macchiarini, insieme ad Alexander Seifalian dell'University College London, hanno infatti costruito la trachea artificiale, con un materiale polimerico 'nano-composito'. Dall'altra, i ricercatori dell'istituto Harvard Bioscience hanno invece creato uno "speciale bioreattore utilizzato per rifornire l'impianto con le cellule staminali del paziente" (come spiega Agi salute), che sono state prelevate dall'anca dell'uomo. All'Adnkronos, il chirurgo italiano spiega che per realizzare in laboratorio una trachea artificiale con le cellule staminali servono tra i 2 e i 10 giorni, sottolineando che un intervento del genere è "definitivo e permanente, senza rischi di rigetto". Il 9 giugno scorso, infatti, il 36enne è stato operato presso l'ospedale di Stoccolma Karolinska University Hospital e un mese dopo l'istituto ha reso noto che non solo l'intervento aveva avuto successo ma che il paziente stava per essere dimesso. "Poiché le cellule usate per rigenerare la trachea erano le stesse del paziente - sottolinea l'ospedale - non c'è stato alcun rigetto e il paziente al momento non sta assumendo farmaci immunodepressori". Inoltre, evidenzia sempre la nota dell'istituto di Stoccolma, "i pazienti non dovranno più attendere per un donatore adeguato". Tale tecnica, quindi, potrà essee utile soprattutto per i pazienti più piccoli, poiché la disponibilità di donatori è molto più bassa. E infatti la BBC anticipa che Paolo Macchiarini è già pronto per operare una piccola "bimba coreana di nove mesi, nata senza trachea", che attualmente vive perennemente attaccata ad un respiratore. Molto probabilmente l'intervento verrà realizzato negli Stati Uniti, e per la bimba verrà creata una trachea bioingegnerizzata apposta per lei. I genitori, come spiega il chirurgo italiano all'Adnkronos, stanno per questo raccogliendo i fondi necessari attraverso un sito internet gestito da loro (www.giveforward.com/helphannahbreathe). La bimba si chiama Hannah Warren, e attraverso il sito internet, aiutati da alcune associazioni, i genitori hanno raccolto oltre 18mila dollari, anche se l'obiettivo finale è raggiungere i 50mila dollari.

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