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Trapianto facciale: Richard Norris ha un nuovo viso. Il primo fu Oscar

Nuovo trapianto facciale totale su un paziente sfigurato, negli Stati Uniti. Il primo a subire un trapianto di viso fu però Oscar, a Barcellona.

Nuovo record per la chirurgia estetica, dopo il successo del trapianto di viso effettuato sul 37enne Richard Lee Norris, che nel 1997 era rimasto completamente sfigurato in volto dopo un incidente con la pistola. Da allora, Richard Norris, che aveva perso non solo la bellezza estetica del volto ma soprattutto molte funzionalità, viveva praticamente ai margini della società, uscendo solo di notte per fare qualche spesa e sempre con indosso una maschera. I chirurghi dell'Università del Maryland hanno invece ridato a Richard Norris una speranza di vita migliore, come prima di lui successe ad Oscar (http://bit.ly/GZqsOH), che nel 2010 fu il primo al mondo a subire un trapianto facciale totale, presso l'ospedale Vall d'Hebron di Barcellona.
Per Oscar i medici impiegarono 24 ore e un gruppo di 30 chirurghi per impiantargli il viso e ricostruirgli zigomi, labbra, mascella, muscoli facciali, denti, condotti lacrimali e tutto ciò che gli avrebbe permesso nuovamente di acquisire quelle funzionalità perdute a causa di un incidente di caccia.
Per ricostruire il volto di Richard Norris l'equipe del professor Eduardo Rodriguez era composta invece da 150 medici, che si sono alternati in ben 36 ore di operazione ininterrotta, effettuata circa una settimana fa.
Anche in questo caso, dopo una prima ricostruzione al computer, oltre al trapianto di viso è stata ricostruita la mascella, la mandibola, i denti, la lingua e tutti i tessuti molli che vanno dal cranio al collo.
Il professor Eduardo Rodriguez spiega alla stampa che dopo 72 ore Richard Norris si è risvegliato dall'operazione e successivamente, guardandosi per la prima volta allo specchio, ha avuto una reazione molto positiva. I medici dell'Università del Maryland specificano infatti che oltre a lavorare affinché il paziente recuperi quanta più mobilità facciale possibile, compresa la sensibilità olfattiva e dermica, hanno sempre avuto come obiettivo quello di ricreare un aspetto estetico piacevole. Se il problema principale di questo tipo di operazioni chirurgiche è il possibile rigetto del tessuto estraneo, non è infatti da sottovalutare quello inerente lo stato psicologico del paziente, che potrebbe rifiutare il suo nuovo volto.

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