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Tessuto ovarico crioconservato per anni: da autotrapianto nasce Aurora

Il tessuto ovarico di una donna era stato crioconservato per 8 anni, e dopo un autotrapianto nasce Aurora. E' il primo caso in Italia. La crioconservazione era l'unica soluzione per offrire alla donna una speranza di avere un giorno un figlio, dopo essersi sottoposta a chemioterapia.

E' la prima bimba in Italia nata da autotrapianto di tessuto ovarico. La storia sembra uscita da un romanzo di fantascienza e invece è diventata realtà grazie all'equipe universitaria che fa capo alla Clinica universitaria di Ginecologia ed Ostetricia dell'ospedale Sant'Anna di Torino. La storia parte alcuni anni fa, quando una giovanissima donna, a causa di una forma di beta talassemia, si è fatta asportare il proprio tessuto ovarico prima di sottoporsi a cicli pesanti di chemioterapia: l'unica soluzione per avere almeno una possibilità di poter avere, in futuro, dei figli, visto che la chemioterapia l'avrebbe resa quasi sicuramente sterile. E così il tessuto ovarico, ricco di ovociti, è stato crioconservato per ben 8 anni. Dopo il trapianto di midollo osseo e la chemioterapia, la donna, infatti, era entrata in menopausa precoce, tanto da essere sottoposta ad una terapia ormonale sostitutiva con estrogeni e progesterone. Nel 2012, però, la donna ha chiesto ai propri medici di scongelare il proprio tessuto ovarico, perché voleva tentare di rimanere incinta. Operazione che ha avuto successo, tanto che poco dopo ha potuto interrompere la terapia ormonale senza accusare i sintomi della menopausa, con conseguente ritorno del ciclo. Il resto è ormai storia. A metà marzo 2012 è venuta alla luce Aurora, da parto cesareo, una bambina di ben 3,6 chilogrammi, la prima in Italia a nascere dopo un autotrapianto di tessuto ovarico crioconservato.

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