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Occhio bionico: chip sulla retina ridà la vista ai ciechi

L'occhio bionico è sempre più vicino grazie ai progressi della microelettronica. In Germania è in via di sperimentazione un chip impiantanto nella retina di pazienti affetti da Retinite Pigmentosa che hanno rincominciato a vedere (qualcosa) dopo anni di buio.

Le ricerche per restituire la vista ai ciechi stanno proseguendo in tutto il mondo, complici i processori dei computer sempre più piccoli e la capacità dei sensori video sempre più miniaturizzati e sensibili.
Stavolta un microscopico chip, parente dei sensori delle telecamere e delle macchine fotografiche d'uso comune, è stato impiantato all'interno dell'occhio dei pazienti. Questo minuscolo sensore poi è stato collegato da un sottilissimo filo che esce poi dalla testa per essere collegato ad uno scatolotto che contiene batterie e un piccolo computer.
Il sensore cattura la luce dalla retina (sembra che i migliori risultati siano arrivati quando il chip è stato trapiantato dietro la retina, sembra nella zona centrale della retina, la macula), poi il segnale elettronico viene elaborato dal computer e i segnali modulati e ritrasmessi nel nervo ottico.
Pare che i primi pazienti (affetti da Retinite Pigmentosa) siano riusciti a leggere e a vedere qualche immagine del mondo, anche se, per la stessa ammissione dei ricercatori, siamo ancora agli inizi. L'obbiettivo è quello di riuscire a miniaturizzare tutto l'apparato e di inserirlo completamente sotto pelle.
L'esperienza è frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori tedeschi dell'Università di Tuebingen in Germania guidati da Eberhart Zrenner, in collaborazione con la società Retina Implant AG (http://www.retina-implant.de). La ricerca è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista "Proceedings B" della Royal Society Publishing (http://rspb.royalsocietypublishing.org/).

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