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Test Invalsi boicottati: "insultano scuola pubblica, colossale truffa"

"L'indignazione contro gli ignobili quiz Invalsi è esplosa oggi in massa nelle scuole superiori di quasi tutte le città" afferma in una nota il COBAS, rendendo noto anche come invece "centinaia di presidi hanno introdotto orripilanti forme di 'fascismo scolastico'".

"L'indignazione contro gli ignobili quiz Invalsi è esplosa oggi in massa nelle scuole superiori di quasi tutte le città" spiega in una nota Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS, spiegando che ieri, primo giorno dei test dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e di formazione, la loro campagna "ha smascherato la colossale truffa Invalsi, e che almeno il 20% della categoria e degli studenti si è sottratto, in una forma o nell'altra, al ricatto e alle minacce". Secondo il Ministero della Pubblica Istruzione, invece, "la percentuale di classi che non hanno eseguito il test è pari allo 0,13 per cento". Bernocchi del COBAS afferma invece che "in centinaia di scuole i plichi dell'Invalsi non sono stati nemmeno aperti e scaricati nelle segreterie e da stasera, probabilmente, finiranno nell'immondizia". "In tante altre scuole - continua Bernocchi - i presidi-padroni, che sono stati convinti in questi mesi dal MIUR e dal governo di essere i proprietari delle scuole, ne hanno fatto di tutti i colori per costringere docenti e studenti a piegarsi e a svolgere quei grotteschi, truffaldini e distruttivi quiz Invalsi, che insultano la scuola pubblica e ogni didattica di qualità e che vorrebbero costringerci a buttare alle ortiche ogni serio insegnamento per passare il tempo ad addestrare gli studenti a insulsi quiz da scuola-guida". Il portavoce nazionale dei COBAS racconta quindi come "le minacce a docenti e studenti sono state le più assurde e inqualificabili", portando come esempio il fatto che "a tanti docenti è stato impedito fisicamente di entrare nelle proprie classi" mentre "altri sono stati incredibilmente sostituiti da bidelli ed addetti di segreteria". "In molte scuole - continua Bernocchi - parecchie decine di studenti sono stati ammassati in aula magna, dove qualche docente, prono ai nuovi padroni, ha 'somministrato' l'amarissima medicina dei quiz". Stando al comunicato del COBAS, però, la resistenza degli studenti c'è stata, spiegando che alcuni "sono usciti dalle classi o dalla scuola, oppure hanno consegnato in bianco i quiz". Il COBAS rende anche noto che in alcune "scuole di Roma", addirittura, "i presidi-padroni sono arrivati a minacciare gli studenti del secondo anno che non intendevano fare i quiz di 'denuncia penale' ". "Insomma - dice chiaro Piero Bernocchi - parecchie centinaia di presidi hanno introdotto oggi orripilanti forme di 'fascismo scolastico' ".

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